domenica 26 settembre 2021

morte e rinascita

 

Paul Gauguin: Autoritratto col Cristo giallo

L'immagine di Gesù crocifisso ci presenta un essere umano appeso a una croce. Non può muoversi, non può fare nulla, può solo soffrire. Viene abbandonato anche dal Padre, che non risponde al suo grido di dolore. Credo che molti di noi si siano sentiti qualche volta nella vita in una situazione simile a questa: non si può fare niente, si è bloccati, inchiodati alla propria sofferenza. Si può solo morire, ma dopo, si può rinascere?

Io credo che molte volte la risposta possa essere sì, a patto che si comprenda che quella morte non è la fine definitiva di sè stessi, ma di quel modo di essere che ci ha portato in quella situazione senza via d'uscita. Se si riesce a relativizzare la morte, allora può essere possibile immaginare che, se riusciremo a cambiare qualcosa del nostro essere o agire che ci ha portato in quel vicolo cieco, la rinascita sarà possibile, anche se faticosa e lenta.
Mi ha sempre colpito constatare che spesso chi ha paura della morte ha anche paura della vita, mentre chi vive la vita senza troppa paura di affrontare dei cambiamenti, anche importanti, è talmente impegnato nel cercare di superare le piccole morti quotidiane modificando il proprio modo di stare al mondo, che alla morte definitiva e ultima non ha nemmeno tempo nè voglia di pensare, come se fosse una perdita di tempo e di energie inutile.

Spesso sono gli altri che ci mettono in croce, ma non è mai un problema così grave come quando in croce ci mettiamo noi stessi e questo può accadere quando ci dimentichiamo completamente di ciò che siamo veramente, quando smettiamo di pensare che ciò che siamo nella nostra totalità è comunque un valore e ha senso in sè e per sè.
Noi siamo il nostro corpo, la nostra mente, il nostro spirito, i nostri valori, ciò che immaginiamo o fantastichiamo, le cose in cui crediamo profondamente, il nostro modo di vedere la vita, e in quanto tali abbiamo senso e diritto di esistere, anche se gli altri non ce lo riconoscono.
La nostra morte comincia quando rinunciamo a ciò che sentiamo di essere, o quando rinneghiamo i dubbi, le insicurezze, le incertezze e gli errori eventualmente commessi.
La rinascita incomincia quando accogliamo e diamo valore alle nostre verità (e anche avere un'insicurezza o un dubbio può essere una verità) e ci proponiamo di esserne sempre più consapevoli, sentendo la nostra unicità come un valore, la nostra vita come una serie continua di nuove conoscenze ed esperienze, di piccole morti e successive rinascite, cioè di trasformazioni.
Non per vincere, per arrivare primi o per essere i più bravi e i più belli, ma per essere solamente e sempre ciò che autenticamente siamo. 

lunedì 13 settembre 2021

tutto scorre



Bisognerebbe sentirla scorrere, la vita,
non opporvisi e non ignorarla,
seguire il suo flusso, essere con lei,
esserle amica,
anche quando ci ferisce con le sue asperità improvvise.

Bisognerebbe ascoltare la sua musica,
lasciarsi cullare dai suoi suoni,
abbandonarsi alle sue melodie
e alle sue dissonanze.

Tutto scorre, in ogni momento,
il nuovo diventa vecchio
e sempre qualcosa di diverso ci si presenta davanti.
Come in un film, come in un sogno,
le immagini scorrono, ma noi dove siamo?

Spesso, come salmoni,
 vorremmo tornare verso la sorgente,
percorrendo un senso vietato,
andando contromano.
Tutto inutile, si può solo andare avanti
cercando la nostra strada,
senza perdere mai la fiducia.
Pensiamo pure al passato e al futuro,
al dolce e all'amaro,
ma rimaniamo fortemente ancorati al presente
che ogni giorno è diverso,
senza farci travolgere dalla corrente
o risucchiare dal vortice della nostalgia.

venerdì 20 agosto 2021

game over

 


Primo quarto

Lunedì scorso è stata una giornata terribile. Notte calda e poi fin dal mattino aria calda che diventava sempre più calda. Già a metà mattina aprire la finestra era come aprire lo sportello di un forno a 300 gradi, un vento caldo che bruciava. E così tutta la giornata fino a sera. Poi, d'incanto, martedì mattina il vento si è girato, trasformandosi in aria fresca, gradevole, respirabile. Mi si è fissato in mente quello che ho provato in quell'esatto momento, quando continuavo ad aspettare il caldo del forno e invece in un attimo ho sentito il fresco del maestrale. E' un momento sublime, unico: il passaggio dal male al bene.

Secondo quarto

Le ferie stanno finendo, tra tre giorni ritorno a casa e, come tutti, ricomincia la vita normale scandita da orari e impegni da rispettare: non ci sarà più la totale padronanza del tempo che ho piacevolmente sperimentato durante le ferie.

Terzo quarto

In questi giorni mi è venuto in mente che parecchi anni fa un mio paziente anziano mi telefonò mentre ero in ferie chiedendomi se potevamo sentirci perchè gli stavano venendo ripetuti e forti attacchi di panico (ai miei pazienti dico sempre che, in caso di emergenza, mi possono chiamare anche se sono ferie). Ci parlammo per telefono e gli chiesi quando erano cominciati. Mi disse che era stato ricoverato in ospedale per un problema fisico di media gravità ma per lui particolarmente fastidioso e che mentre era là gli era cominciato a venire il pensiero che fosse un'ingiustizia che questa malattia fosse capitata proprio a lui, che era sempre stato una persona buona e generosa. Una volta a casa, questo pensiero si era incistato dentro di lui e, solo adesso che me ne parlava, si rendeva conto della rabbia che covava dentro. Questa rabbia si era letteralmente impadronita di lui, ne era stato talmente condizionato da diventare incapace di sentirsi, come prima, padrone della sua vita. Mi disse che gli attacchi di panico forse erano proprio in relazione a questo: al pensiero di non potere più essere padrone della sua vita perchè sottomesso a questa ingiustizia che non poteva eliminare in nessun modo. Riconobbe che era un atteggiamento eccessivo e che doveva riconciliarsi con l'idea che non poteva controllare tutto. Dopo quella telefonata non ebbe più attacchi di panico.

Ultimo quarto

Perchè ho scritto di seguito tutte queste cose? Che relazione hanno tra loro?

Perchè gli attacchi di panico sono quasi sempre in relazione a qualcosa che, consciamente o inconsciamente, temiamo. Molte volte è la paura di affrontare dei cambiamenti che genera ansia (gli attacchi di panico non sono altro che picchi di ansia somatizzata). Quando tutto rimane così com'è, non abbiamo paura del nuovo: in generale abbiamo una grande capacità di adattarci a  situazioni poco gradevoli anche se durano a lungo nel tempo.

Quindi, quando c'è una settimana di caldo pazzesco, bisognerebbe stare il più possibile fermi e buoni ad aspettare che il vento cambi, quando finiscono le ferie bisognerebbe accettare che poi ritorneranno l'anno successivo e quando ci si sente oppressi da qualcosa, bisognerebbe cercare comunque di rimanere centrati su se stessi e accettare che certe cose non le possiamo cambiare tutte e subito (come il vento, che cambia quando pare a lui).

Insomma, bisognerebbe ridimensionare il proprio Io, non pretendere nè da sè nè dagli altri qualcosa che non è possibile, rimanendo consapevoli dei propri e degli altrui limiti, all'interno dei quali fare del nostro meglio, tutto quello che riusciamo, tenendo presente limiti e confini reali, altrimenti andremo in tilt, come i flipper di una volta, che se li scuotevi un po' non succedeva niente, ma che se li scuotevi troppo forte, si spegneva tutto e si illuminava la scritta Game Over.


sabato 14 agosto 2021

sul viaggio

Disegno di Carolina Zambrano

Un vero viaggiatore è chi sa quanto sia non solo migliore ma più vero sognare Bordeaux che sbarcare a Bordeaux.

Fernando Pessoa

lunedì 9 agosto 2021

a volte vedi una cosa in cielo...

 A volte vedi una cosa in cielo, prendi il cellulare, fai una foto, poi la guardi e ti meravigli di cosa è venuto fuori...



giovedì 29 luglio 2021

ferie

Fermarsi qualche giorno e riposare,

ascoltare il proprio respiro,

guardare la natura intorno:

mare, monti, laghi, campagna.

Guardare il cielo, le nuvole, il sole,

ascoltare una musica conosciuta,

che da tanto tempo non sentivi più.

Mangiare cibo semplice e saporito

senza doversi alzare in fretta

per correre a lavorare.

Dormire sonni tranquilli,

rilassati e sereni,

senza avere puntato la sveglia.

Fare le parole crociate,

iniziare a leggere un libro

piccolo e non troppo difficile.

Permettersi di pensare

al passato, al presente e al futuro

stando sdraiati su un divano,

guardando la stanza che ti accoglie

come fosse un utero materno.



lunedì 12 luglio 2021

elogio della curiosità


La curiosità è un istinto che nasce dal desiderio di sapere qualcosa.

Se è  vero che tutti i bambini sono naturalmente curiosi, perché poi alcuni adulti perdono ogni curiosità?

La curiosità tiene vivi, fino al momento della morte: Camilleri, qualche giorno prima di morire, disse che non aveva paura di morire perché era curioso di scoprire cosa ci sarebbe stato dopo.

Quando siamo stanchi, depressi, senza energie, proviamo a rientrare in contatto con la nostra curiosità, anche quella apparentemente sciocca, inutile, adolescenziale o disdicevole, perchè è  sempre meglio del nulla assoluto.

Come diceva Einstein: "Non smettiamo mai di osservare come bambini curiosi il grande mistero in cui siamo nati".

mercoledì 7 luglio 2021

ancora sull'ascoltarsi


 Una mia paziente, qualche anno fa, mi disse che le era successa una cosa importante. Lei era abituata a fare jogging per rilassarsi e, quando usciva di casa, si metteva a correre fino a quando, stanca, decideva di rientrare. Nell'ultima uscita, invece, a un certo punto, improvvisamente, aveva sentito che il suo corpo le chiedeva di smettere di correre e di iniziare a camminare, poi, dopo qualche minuto, le chiedeva di correre di nuovo, poi di camminare, poi di fermarsi, e così via. Per tutto il tempo della sua passeggiata lei aveva semplicemente esaudito alla lettera ciò che le chiedeva il corpo.

Mi disse che avere ascoltato e assecondato le richieste del suo corpo era stata per lei un'esperienza nuova e appagante, che le aveva dato un senso di pienezza e di benessere totale. La testa non si doveva più porre domande su cosa fosse meglio fare, nè su cosa desiderasse davvero: il corpo. inequivocabilmente, le suggeriva qual era la cosa giusta da fare in ogni momento. Aveva sperimentato il proprio corpo come una parte di sè che sapeva con chiarezza cosa desiderava e la sua testa aveva semplicemente recepito ed eseguito le richieste che venivano dal corpo.


Le ferie possono essere un'occasione ideale per ascoltarci, per stare con noi stessi, liberati dalle esigenze del lavoro e dei ritmi spesso frenetici che viviamo abitualmente.
Approfittiamone, per chiederci cosa vogliamo veramente e cos'è davvero importante per noi, per ascoltare la nostra psiche e il nostro corpo, che sono ciò che ci costituisce, sono la nostra essenza, e spesso ci chiedono le stesse cose, con modalità e strumenti espressivi diversi.
Cerchiamo di volere bene e di nutrire bene la nostra psiche e il nostro corpo: in cambio avremo quella serenità e quella sicurezza che ogni rapporto d'amore regala a chi lo vive in modo appassionato. 

martedì 29 giugno 2021

fare la pace con noi stessi

 

La nostra vita scorre tra due sentimenti opposti: l'impotenza e l'onnipotenza.
A volte uno dei due ci possiede e ci ritroviamo a pensare che non riusciamo a fare nulla di buono oppure che possiamo compiere imprese impossibili.
Spesso questi due opposti stati d'animo si manifestano uno dopo l'altro, per cui ci sentiamo onnipotenti e ci avventuriamo in progetti che poi non riusciamo a portare a compimento, dopodichè il nostro umore vira verso il nero della depressione, della svalorizzazione di sè, della perdita di autostima.
La cosa veramente importante è, momento per momento, conoscere abbastanza bene le nostre forze e le nostre capacità, per percorrere quei sentieri della vita che sono alla nostra portata, così come in montagna sarebbe assurdo che un escursionista non troppo esperto si avventurasse in ferrate o arrampicate difficili e pericolose.
La domanda è: perchè non ci accettiamo così come siamo, coi nostri pregi e difetti? Perchè non ci amiamo per ciò che siamo veramente? Perchè dobbiamo sempre dimostrarci di essere migliori di ciò che siamo per volerci bene?
La risposta spesso è che non siamo stati apprezzati a sufficienza da un genitore o da tutti e due e, senza rendercene conto, passiamo la vita a cercare di essere sempre migliori per cercare di ottenere dagli altri quell'approvazione, quell'apprezzamento che ci è mancato quando eravamo più piccoli e del quale soffriamo ancora la mancanza.
E' una specie di condanna che ci portiamo dentro e che non ha mai fine se non la stoppiamo.
Fare la pace con noi stessi, accettarci per ciò che siamo veramente, è il frutto di una presa di posizione interiore affettiva ed emotiva, di un cambiamento di rotta, che ci porta a riconoscere che nessuno, nemmeno i nostri genitori, ha il diritto di dirci come dobbiamo diventare per essere degni di essere amati, oppure di farci sentire in colpa se non facciamo quello che loro ritengono giusto.
Il chè significa rivendicare a noi stessi il diritto ad esistere in base a ciò che sentiamo e crediamo vero: un'assunzione di responsabilità verso noi stessi che costituisce la differenza tra il bambino dipendente dai genitori e l'adulto libero e autonomo.  

venerdì 11 giugno 2021

perdere l'orientamento


Viviamo immersi in una società che ci inonda di stimoli visivi e uditivi. Nella vita quotidiana ciascuno di noi vive in mezzo a vetrine di negozi, manifesti pubblicitari, insegne luminose, musica di sottofondo spesso ad alto volume, mezzi pubblici affollati con passeggeri che parlano ad alta voce, supermercati chiassosi in cui passiamo ore in mezzo all'affollamento e al rumore. Ci abbiamo fatto talmente l'abitudine che lo diamo per scontato e non ci passa per la testa che questo modo di vivere può avere una grande influenza su di noi. Nei piccoli paesini immersi nella natura si ha ancora la possibilità di trovare facilmente situazioni di pace e silenzio nonchè di contatto con la natura, che permettono di non avere così tanti richiami che ci distraggono dal contatto con noi stessi. 
Queste considerazioni mi sembrano importanti rispetto alla grande difficoltà che le persone spesso hanno nell'essere consapevoli di che cosa vogliono o desiderano davvero, di che cosa è davvero buono e nutriente per loro.
Quando chiedo a qualcuno cosa senta o desideri davvero, spesso mi capita di sentirmi rispondere "non lo so". Il fatto è che per sapere cosa si vuole veramente è necessario passare un po' di tempo ad ascoltarsi, a cercare di riconoscere la propria identità, ma come si fa se ci si trascura e si incanala la propria vita solo in base agli stimoli che vengono dall'esterno? Questo si chiama condizionamento e se è abituale diventa perdita del contatto con se stessi. Si diventa disabituati ad ascoltarsi e si può arrivare a non sapere più chi si è veramente. Si perde il contatto col proprio sentire, con quelli che sono i propri valori, il proprio bene, si perde la consapevolezza di cosa è davvero importante per noi.
Ovviamente non si può non vivere nel mondo, ma obbligarsi a passare un po' di tempo con noi stessi, come ci si obbliga ad andare in palestra o in piscina o a correre, questo dovremmo cercare di farlo, perchè il rischio è quello di perdere la bussola, di non avere più una stella polare che ci indichi il cammino, il nostro modo autentico di vivere.
 

domenica 6 giugno 2021

un film che, secondo me, merita di essere visto (1 e 2)

Ho pensato di segnalarvi, d'ora in poi, i film che ho visto e che mi sento di suggerire agli amici.

Ovviamente è un mio giudizio personale, quindi come tale deve essere preso.

Vi segnalerò film che mi hanno in qualche modo arricchito (che mi hanno divertito, che mi hanno fatto pensare, che mi hanno stupito, che sono ironici, che hanno un pizzico di stranezza, che hanno una certa grazia che mi è rimasta dentro).

Non mi piacciono i film horror o splatter (tranne Tarantino), non mi piacciono quelli catastrofici o di azione fine a se stessa (tranne poche eccezioni), non mi piacciono film banali, dove dopo venti minuti si sa già come andrà a finire la storia, non mi piacciono film fatti male, svogliatamente interpretati o diretti.

Mi piacciono i film particolari, che raccontano qualcosa che non è mai stato raccontato o lo narrano in un modo nuovo. Mi piacciono i film dove si vede che l'insieme degli attori e il regista sono stati una squadra e magari ti fanno pensare che si sono anche divertiti a lavorare insieme. Mi piacciono i film realizzati con scarsi mezzi e con un amore grande per la storia che raccontano.

Bene, precisato tutto questo, inizio segnalandovi due film che ho visto la scorsa settimana.

Il primo è LACCI, regia di Daniele Luchetti, con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando e Giovanna Mezzogiorno.


 

Il secondo è NEL BAGNO DELLE DONNE, regia di Marco Castaldi, con Luca Vecchi, Daphne Scoccia, Stella Egitto, Francesca Reggiani.




Buona visione!



 

mercoledì 2 giugno 2021

l'importanza delle immagini e dei simboli nella psiche, nella pubblicità e in politica

 

J.W.Waterhouse: Psiche (1903)

La psiche si manifesta attraverso le immagini dei sogni, che a volte sono precise perfino nei dettagli, altre volte sono confuse e poco chiare.

Al risveglio dopo un sogno, le domande che si possono fare sono: perchè proprio queste immagini? Perché questi dettagli? Perché questa particolare combinazione di elementi e non una diversa? Perchè lo spazio e il tempo spesso non sono rispettati? Il dialogo con le immagini dei sogni comincia necessariamente dal ricordo preciso delle immagini sognate per poi lasciarle risuonare emotivamente dentro di noi.
Mentre Freud tendeva ad interpretare l'inconscio quasi esclusivamente in chiave sessuale, Jung, introducendo il concetto di realtà della psiche, ci ha insegnato ad ascoltare le immagini e a lasciare che esse agiscano su di noi emotivamente, facendoci venire in mente associazioni e collegamenti nuovi: chiamò questo metodo di lavoro amplificazione. Egli diede la massima importanza alla risonanza emotiva che le immagini hanno su di noi. Elaborò la teoria dei complessi (nome che divenne poi di moda), che egli definì complessi a tonalità affettiva, rimarcando l'importanza del sentire nell'accostarsi alla nostra interiorità.
Le immagini che lo colpivano di più erano quelle che mettevano insieme due o più elementi, che nella realtà diurna non stavano o non potevano stare insieme: pensò che se la psiche creava una immagine particolare, ci doveva essere un motivo, una spiegazione speciale. Il valore poetico della psiche nasce dal suo linguaggio immaginale e simbolico.
Un simbolo è per Jung l'immagine più idonea che l'inconscio riesce a trovare per comunicarci qualcosa di importante.
Faccio un esempio.
Tantissimi anni fa ricordai un sogno importante. Avevo allora una relazione che si protraeva un po' stancamente e mi interrogavo sulla bontà di quel rapporto. Una notte sognai che a terra, sulla strada che conduceva alla casa dove abitavo insieme alla mia compagna, c'era un documento abbandonato. Mi chinai, lo raccolsi e vidi, con mio grande stupore, che era il mio libretto della pensione, con tanto di foto (allora avevo circa 25 anni). Quando mi svegliai mi venne spontaneo associare quella relazione che procedeva stancamente all'immagine del libretto della pensione, come se il sogno mi avesse voluto dire che con quella donna, in quella casa, stavo facendo una vita da pensionato, nonostante avessi 25 anni. Un po' lo sapevo già che quella relazione era un po' spenta, ma il poter vedere concretamente in sogno il libretto della pensione fu decisivo: mi diede il coraggio per affrontare la situazione. Compresi che il libretto della pensione era un simbolo che alludeva al rapporto.
Per i greci sunbolon era il nome di una tavoletta che veniva spezzata in due parti quando una persona doveva intraprendere un lungo viaggio: una parte la teneva chi partiva e l'altra parte la conservava chi restava, così nel periodo di lontananza, ciascuno dei due, guardando la propria parte di tavoletta, pensava all'altro che aveva la parte mancante. Simbolo quindi è una immagine concreta che allude, rimanda, fa venire in mente qualcosa di importante e collegato.
Le immagini hanno una forza emotiva molto superiore a quella delle parole e bene lo sanno i pubblicitari e gli uomini pubblici, che di immagini vivono e che curano meticolosamente sia la propria immagine pubblica sia quella dei prodotti che desiderano vendere.
Le immagini sono potentissime perchè entrano dentro di noi e arrivano a toccare la sfera dei nostri sentimenti; non è un caso se ancora ci ricordiamo quella volta in cui Berlusconi, seduto davanti a una scrivania vicino a Bruno Vespa,  firmò il patto con gli italiani nel 2001: una scena destinata a rimanere a lungo nella nostra memoria, sicuramente un escamotage pubblicitario e simbolico di fortissimo impatto, che è entrata nella psiche degli italiani proprio come la famiglia del Mulino Bianco o l'uomo che non deve chiedere mai, coi loro richiami emotivi e affettivi.
Le forze politiche che non riescono a offrire simboli e immagini simboliche significative e profonde agli elettori hanno scarse possibilità di avere successo, proprio come i prodotti che non possono fare pubblicità. 




domenica 23 maggio 2021

genitori e figli

Quando si nasce non si ha quasi niente nel cuore, soltanto quello che si è sentito mentre si stava nella pancia della mamma.

Ma è dopo, quando si viene al mondo, che il cuore comincia a riempirsi di stimoli: belli, caldi e rassicuranti, oppure brutti, freddi e dolorosi.

La sicurezza e l'insicurezza nascono dalle relazioni affettive, dal benessere o dal malessere che esse creano.

Nessuno nasce buono o cattivo. E' l'affetto, la comprensione, l'accoglienza, il riconoscimento e il rispetto della identità dei figli ciò che fa la differenza.

Si dice che il mestiere di genitore è difficile, ma non è vero. E' faticoso perchè richiede pazienza, tempo e dedizione, Ma se si sa e si riesce ad amare, la relazione coi figli si sviluppa in modo naturale e dura per tutta la vita.

Se un genitore sta bene e ama suo figlio, anche il figlio starà bene e amerà il genitore.

E siccome nessuno è perfetto, non dobbiamo pretendere di essere dei genitori perfetti nè di avere dei figli perfetti: se accetteremo le loro imperfezioni, anche loro accetteranno le nostre. 

Se coi figli facciamo tutto quello che riusciamo a fare senza colpevolizzarci, anche i nostri figli impareranno a fare tutto il possibile senza sentirsi in colpa. 

Se non li imbrogliamo, anche loro saranno sinceri con noi.

Se non vorremo che loro siano diversi da quello che sono, loro non vorranno che noi siamo diversi da ciò che siamo, ci ameranno come noi li abbiamo amati e saremo per loro dei punti di riferimento proprio come loro lo saranno per noi.


domenica 9 maggio 2021

come viandanti nel tempo

 Il tempo che viviamo è importante perchè è limitato: è proprio il limite a dargli senso.

Se vivessimo un tempo infinito, esso avrebbe poco significato.
Lo dice anche la nostra esperienza: quando eravamo giovani sapevamo di avere ancora tanti anni davanti a noi e non avvertivamo troppo lo scorrere del tempo, mentre a una certa età ci si rende conto che non sono più tantissimi gli anni che si hanno ancora a disposizione e questa consapevolezza conferisce al tempo un valore maggiore.
Ricordare la finitezza della vita può essere il migliore stimolo a darsi da fare, a non sciupare le giornate nell'indifferenza o nella semplice speranza in un domani migliore.
D'altra parte, non bisogna nemmeno essere troppo ansiosi, non bisogna volere a tutti i costi trovare scorciatoie che ci permettano di realizzare troppo in fretta ciò che desideriamo.
Non è un caso che le più diffuse psicopatologie, l'ansia e la depressione, ruotino intorno al tempo, ma con segno opposto: da una parte il volere le cose in fretta e certe (ansia) e dall'altra il temere di non realizzare mai nulla (depressione).
Dobbiamo trovare un accordo con il Tempo, sincronizzare i nostri orologi interiori sulle diverse età della vita, a dispetto di chirurgie estetiche e pretese di eterna giovinezza, sforzandoci di percorrere il nostro cammino seguendo ritmi naturali.
Forse bisogna cercare di realizzare i progetti che ci stanno a cuore, quelli che coltiviamo con più sentimento dentro di noi, con la consapevolezza dei nostri limiti ma anche con la forza della nostra determinazione, della volontà, chiamando a raccolta tutte le nostre capacità per fare del nostro meglio, che è il massimo che possiamo fare.
Ricordandoci che ci sentiamo vivi quando ce la stiamo mettendo tutta, quando non abbiamo rinunciato a cercare, quando siamo come i viandanti che semplicemente amano camminare, quando non abbiamo troppa paura di quella parte di noi che è aperta al nuovo e al futuro, quando lottiamo per qualcosa in cui crediamo senza lasciarci distrarre troppo dai risultati.
Rammentandoci anche che qualche volta, sanamente, dobbiamo concederci di fermarci da qualche parte e riposare per tutto il tempo necessario a riprenderci e fare il pieno di nuove energie.

mercoledì 28 aprile 2021

la fatica di scegliere tra troppe cose diverse


Può sembrare paradossale, ma se nella nostra vita quotidiana dobbiamo scegliere tra poche alternative facciamo molta meno fatica che se dobbiamo scegliere tra tante opzioni diverse e, secondo alcune ricerche, spesso siamo più felici.

La questione non è banale, perchè illumina un aspetto quasi sempre dimenticato del nostro vivere quotidiano. Siamo abituati a pensare che più possibilità abbiamo di scegliere e più possiamo essere felici, ma non pensiamo mai che se scegliere tra tante opzioni diventa un'abitudine, rischiamo di essere perennemente affaticati perchè fare sempre la scelta davvero migliore tra tanti oggetti diversi diventa snervante e quasi impossibile.

Lo sforzo di scegliere la cosa migliore tra tante ci porta via tanto tempo e tante energie fisiche e psichiche. Pensiamo ai lunghissimi scaffali degli ipermercati, alla stanchezza che ci coglie dopo aver stivato un carrello di oggetti accuratamente confrontati con tanti altri per caratteristiche, aspetto, ingredienti, peso e prezzo: quasi sempre usciamo dai grandi supermercati con la testa affaticata e col desiderio di andare a riposarci per riprendere energie (non è un caso che vicino alle casse ci siano generi che danno ristoro e godimento come caramelle, gelati e snack dolci).

Allo stesso modo, quando leggiamo o ascoltiamo tante opinioni diverse su un singolo argomento, rischiamo di esaurire le nostre capacità di valutazione e confronto, finendo per rinunciare a farci un idea personale oppure a dare giudizi negativi, superficiali e frettolosi perchè non riusciamo a valutare e comparare tutte le opinioni approfonditamente e ci stanchiamo.

Anche la velocità, la fretta con cui dobbiamo effettuare una scelta contribuisce a rendere più stressante la necessità di decidere. 

Sono stati fatti degli esperimenti che hanno rivelato che scegliere tra poche opzioni fa percepire buono il prodotto scelto molto di più che nel caso della scelta tra molti prodotti diversi, quindi c'è una certa correlazione tra benessere e scelta tra un numero non eccessivo di alternative.

Alla fine della giornata, quanta della nostra fatica quotidiana dipende dall'alto numero di scelte, anche per cose di pochissima rilevanza, che abbiamo dovuto fare durante la giornata? Se ci pensiamo bene, quando siamo in ferie, la necessità di scegliere tante volte tra molte cose diverse si riduce drasticamente e forse anche questo contribuisce a sentirci più rilassati.

Non voglio dire che sia meglio avere poche scelte in generale, ma forse dovremmo diventare più consapevoli che effettuare troppe scelte tra molte cose diverse rischia di affaticarci parecchio senza che ce ne rendiamo conto.   


  

domenica 11 aprile 2021

ricetta base per il benessere psichico


Oggi vorrei darvi una ricetta semplice per ottenere un sufficiente benessere psichico. Ovviamente non è la soluzione a tutti i problemi, prendete queste indicazioni come una base su cui costruire il vostro benessere psichico secondo le vostre caratteristiche personali.

Gli ingredienti sono quattro: la fiducia in sè, la benevolenza verso di sè, il riconoscimento dei propri sentimenti e la ragionevolezza.

Prendete i vostri sentimenti e amalgamateli con cura alla vostra ragionevolezza in dosi uguali. Questa prima operazione è fondamentale per evitare che il composto sia poco equilibrato perchè chi mette solo sentimenti rischia di ottenere comportamenti in qualche modo eccessivi mentre chi mette solo ragionevolezza rischia una vita troppo piatta e grigia. Si parte sempre dai propri veri sentimenti e poi si chiede alla ragione cosa ne pensa, qual'è il modo giusto di viverli valutando l'intensità e il momento per esprimerli al meglio.

Una volta che avete ottenuto questo composto aggiungete la fiducia in voi stessi (se non ne avete cercate qualcuno che abbia fiducia in voi e prendete da loro il vostro ingrediente).

Infine aggiungete la benevolenza verso voi stessi, soprattutto verso i vostri limiti, che devono essere tenuti in considerazione attentamente per permettervi di calibrare correttamente i vostri comportamenti.

Se vi manca del tutto qualcuno di questi ingredienti, cercateli dentro di voi, perchè è certo che da qualche parte ci sono, solo che li avete persi di vista o dimenticati.

A piacere si può insaporire il tutto con un pizzico di follia o con qualche altro ingrediente in base ai gusti personali.

 

sabato 3 aprile 2021

la ghianda di Sinner e gli auguri di Pasqua

Chi è Sinner? E' un ragazzo 19enne altoatesino che domani sera giocherà la finale del torneo di tennis di Miami. Se vincerà sarà n° 14 del mondo, se perderà sarà n° 22, ma non è questo che mi interessa; non sono un fanatico della competitività e non credo sia importante diventare il numero uno di qualcosa.

Mi interessa invece parlare del fatto che pare che a questo ragazzo piaccia giocare a tennis e che gli riesca davvero bene. Per usare la metafora usata da James Hillman nel libro Il codice dell'anima, sembra che la ghianda di Sinner contenga anche il gioco del tennis. Hillman. rifacendosi al concetto del Sè di Jung, sostiene che ciascuno di noi ha dentro di sè una ghianda che contiene l'essenza della propria personalità e che se riusciamo a riconoscerla e poi a cercare di realizzarla, vivremo una vita equilibrata e felice. In sostanza, se nella nostra vita ci sarà un dialogo continuo tra il nostro Io (ciò che sappiamo di noi) e il nostro Sè (la nostra essenza) potremo sentirci complessivamente bene.

Il mio augurio di Pasqua (e di Resurrezione da questi tempi di pandemia) a tutti voi è di rimanere sempre in contatto con la vostra ghianda per realizzarne e goderne i frutti per tutta la vita.  

   

sabato 27 marzo 2021

del piacere e della necessità di covare

 


Opera di Giampaolo Tomassetti

Stamattina, appena sveglio, mi stavo godendo il calore del letto sotto al piumone, mentre la mia mente seguiva un immagine, un pensiero che mi portava lontano, ad altre immagini e ad altri pensieri.
E mi è apparso chiaro quanto sia importante covare al caldo i propri pensieri, i propri sentimenti.
Voglio dire che come le uova degli uccelli o di altri animali hanno bisogno di qualcuno che ci stia accovacciato sopra a lungo per proteggerle e dare loro calore, così anche ciò che comincia a circolare in modo spontaneo e un po' confuso nella nostra mente e nel nostro cuore ha bisogno di tempo, cura e calore per maturare, ha necessità insomma di essere covato per acquistare una forma e una sostanza più precise e più concrete.
Covare significa stare amorevolmente attorno al nostro uovo-idea o uovo-sentimento, stando attenti a non schiacciarlo col peso di conclusioni affrettate, creare cioè le condizioni ideali affinchè possa avvenire un processo naturale  di trasformazione.
Opera di Giampaolo Tomassetti
E dobbiamo covare con cura, con costanza e con piacere finché ci appare necessario: guai ad abbandonare il nido prima!
Ma stare lì a covare non è semplice.
Penso a quanti stimoli ci bombardano continuamente e ci distolgono dallo stimolo precedente, come se un uccello cambiasse l'uovo da covare ogni cinque minuti: sicuramente non nascerebbe niente e il calore della cova verrebbe disperso inutilmente.
Credo quindi che dovremmo cercare di selezionare con cura gli stimoli per covare solo quelli che sono per noi essenziali, senza volerci impegnare in troppe cose od occuparci di tutto.
Le magie riescono solo ai maghi e molto spesso sono illusioni.
E anche se all'inizio l'idea o il sentimento nascono in un lampo, da un'intuizione o un colpo di fulmine, con la stessa velocità dello spermatozoo che feconda l'uovo, dopo, per far nascere qualcosa di vitale, dobbiamo covarlo con assiduità, senza stancarci e senza abbandonare troppo presto il nostro progetto.

lunedì 22 marzo 2021

Stasera sono felice, oggi ho fatto il vaccino AstraZeneca

Mi  sento leggero, molto meno preoccupato, oggi ho fatto la prima dose del vaccino AstraZeneca. So che nel giro di un paio di settimane sarò al riparo dagli effetti più gravi del Covid, vedo il mio futuro più roseo. Mi sento liberato da un peso. Auguro a tutti voi di sentirvi presto così. È una sensazione di leggerezza quasi impensabile prima. Un altro mondo.