Equilibrio e eccessi: due parole inconciliabili? Non credo.
Ci può essere un eccesso anche nella virtù e non credo che sia buono, come qualsiasi eccesso unilaterale.
Certo, l'equilibrio sta nel mezzo, ma non vuol dire che si debba sempre stare fermi a metà strada.
Voglio una vita spericolata cantava Vasco Rossi, ma a volte fa piacere anche stare un po' tranquilli.
L'equilibrio è fatto di tanti a volte... diversi. E' poter interpretare ruoli diversi, è poter essere bianco ma anche nero, grigio e di mille colori.
Eccedere con equilibrio è possibile? Sì, e significa arrivare fino al limite dell'irreversibilità, dell'univocità, della perdita di contatto con tutto il resto del mondo e con le possibilità diverse. Sperimentare senza annullarsi od omologarsi.
L'eccesso ripetuto è alla lunga monotono, può diventare moda, banalità, standard, oggetto di consumo.
Quando si impara ad andare in bicicletta, si sbanda un po' a destra e un po' a sinistra, prima di trovare l'equilibrio. Ma questo equilibrio permette poi di andare dove si vuole, permette di accelerare, di rallentare, di fermarsi e ripartire, mica di andare sempre alla stessa velocità!
L'eccesso di pulizia è orribile, come lo è l'eccesso di sporco, ma se si sa stare nel pulito come nello sporco, forse si è più sereni.
Momenti di introversione, di solitudine che si alternano a momenti di estroversione, di tuffi nel mondo, possono essere sintomi di equilibrio, se non ci lasciamo sopraffare.
E così è la realtà del corpo, che chiede sonno e veglia, inspirazione ed espirazione, sistole e diastole: eccessi sì, ma solo fino a un certo punto, fino alla soglia dei parametri vitali.
Si può eccedere anche con la libido, ma solo fino a un certo punto.
Allora è solo un problema di non superare i nostri limiti, e i limiti sono diversi da individuo a individuo, da momento a momento. La soglia del limite può essere spostata attraverso l'allenamento, l'impegno, lo sforzo fisico e mentale.
Ma una cosa è certa: solo noi la possiamo conoscere, se ci ascoltiamo, se siamo consapevoli di noi stessi, se non ci buttiamo via per assomigliare o per piacere agli altri.
Credo che molte persone abbiano una vita poco soddisfacente perché cercano la vita nell'eccesso, sempre e a tutti i costi; pensano che l'equilibrio sia una noia mortale, ma sono vittime dello stesso equivoco di coloro che cercano costantemente di essere equilibrati perché hanno paura degli eccessi.
Forse normalità significa anche non avere paura né dell'equilibrio né degli eccessi, ma cercare di vivere anche gli eccessi con equilibrio: un equilibrio dinamico, che si modifichi sempre, che non sia mai perfettamente uguale a se stesso.
Spesso, quando si vive un eccesso, bisogna passare attraverso l'eccesso opposto per arrivare poi all'equilibrio.
Spesso, quando si vive un eccesso, bisogna passare attraverso l'eccesso opposto per arrivare poi all'equilibrio.



