La fiaba che preferivo da bambino era I tre porcellini. Non mi stancavo mai di ascoltarla. Era la storia di tre porcellini, fratelli tra loro, che erano inseguiti da un lupo che voleva mangiarli: il primo si costruiva una casa di paglia e fango (vado a memoria), ma il lupo la buttava giù, il secondo se la costruiva di legno, ma il lupo distruggeva anche quella e finalmente il terzo, lavorando un po' più degli altri, costruiva una solida casa fatta di mattoni dove ospitava anche gli altri due fratelli in fuga, e quella casa il lupo non riusciva proprio a distruggerla, andandosene scornato.
I bambini sanno istintivamente molte cose fondamentali della vita, ad esempio che a volte è necessario impegnarsi molto e per bene per difendersi da chi li vuole mangiare.
Cosa possono essere in concreto questi mattoni che ci difendono dai lupi di cui parla la fiaba? In quanti modi diversi ci possiamo-dobbiamo difendere da chi non ci vuole lasciare vivere la nostra vera vita?
Per chi dice sempre sì, ad esempio, qualcuno di quei mattoni può simboleggiare dei no che ci salvano da coloro che ci vogliono far vivere la nostra vita a modo loro.
E i lupi, chi possono essere e in quanti modi concretamente ci possono mangiare? Facendoci venire sensi di colpa ingiustificati, ad esempio.
Credo che ciascuno di noi abbia il diritto psicologico naturale di potersi costruire la propria casa di mattoni e di abitarla in santa pace, lasciando entrare chi desidera e lasciando fuori chi ha intenzioni aggressive.
Una casa di mattoni come porto sicuro dove ritirarsi quando si è in crisi, quando si ha bisogno di riflettere, di ascoltare sè stessi, per poterne poi uscire con qualche idea più chiara e qualche certezza in più.
Penso a tutti coloro che vorrebbero avere una casa propria ma non possono e penso alla gioia di tante persone che finalmente riescono a realizzare il sogno di avere una propria abitazione.
E penso al terremoto, che è così terribile dal punto di vista psicologico, anche perchè porta con sè il rischio di privarci del luogo centrale della nostra vita, l'unico posto al mondo veramente nostro, dove ci possiamo sentire al sicuro.

