I sintomi che fanno capire che c'è qualcosa che non va a livello psicologico sono tanti: ansia, tristezza, insonnia, irrequietezza, disturbi alimentari o sessuali, attacchi di panico, ecc.
Il fatto che una persona abbia quel sintomo particolare e non un altro è sicuramente rilevante, ma ancora più importante è che abbia un sintomo, qualunque esso sia, perchè ciascun sintomo può portare a farsi delle domande e a cercare il modo migliore per farlo scomparire.
Comunemente si ritiene che un sintomo sia una iattura, qualcosa che sarebbe meglio se non esistesse e che si deve far sparire nel minor tempo possibile facendo la minor fatica possibile, magari sbattendogli la porta in faccia, come se fosse un malvivente, un ladro o un aggressore.
In realtà, molte volte dovremmo ringraziare i nostri sintomi, perchè ci permettono di darci da fare per cambiare in meglio la nostra vita, modificando alcuni nostri atteggiamenti o comportamenti disfunzionali.
Se compare un sintomo, ciò significa che la nostra vita non sta procedendo in modo del tutto naturale (e questa è la condizione in cui quasi tutti viviamo): la struttura della nostra società non ci permette, salvo rarissime eccezioni, di vivere in modo sufficientemente naturale, di sviluppare la nostra personalità in modo armonico.
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| Jack Vettriano: "the singing butler" |
Fino ad un certo limite, i sintomi sono sopportabili: si presentano sporadicamente, non sono troppo forti e non ci impediscono di trascorrere la nostra vita in modo quasi normale. I problemi nascono quando questa soglia di sopportabilità viene superata: i sintomi diventano persistenti, forti, ci debilitano e non ci abbandonano quasi mai: questo significa che stiamo vivendo in un modo che si è allontanato troppo dalla nostra naturalezza.
A questo punto possiamo fare due cose: cercare di far cessare i sintomi con dei farmaci o cercare di diventare consapevoli delle cause che hanno portato alla comparsa dei sintomi e modificare il nostro modo di vivere per renderlo più consono alla nostra vera natura.
Ho visto molte persone ringraziare i propri sintomi, perchè senza il loro aiuto non sarebbero mai riuscite a conoscersi meglio, a superare paure o idee errate, a modificare alcuni propri comportamenti e il loro modo di rapportarsi con sè stessi e con la vita, anche se per ottenere questi risultati è stato necessario un minimo di impegno e di fatica.
E questo credo che sia uno dei problemi più attuali oggi: per che cosa siamo disposti ad impegnarci, a spendere le nostre energie?
Dalla risposta che diamo a questa domanda dipende quasi sempre la qualità della nostra vita futura.

