Una di
loro si era meravigliata perché io avevo risposto con estrema franchezza
ad un comune conoscente; poiché stava facendo un corso di comunicazione
non violenta, le sembrava che le mie parole fossero state
troppo dirette e in contrasto con alcuni modelli di comunicazione efficace che aveva imparato frequentando
alcuni corsi.
Ascoltandola, ho provato un po' di insofferenza, anche perché la persona cui
avevo detto quelle cose non aveva reagito negativamente e il mio intento
era stato proprio quello di parlargli senza mezze misure per indurlo
a riflettere su alcuni suoi problemi che egli aveva raccontato.
In
generale, penso che una comunicazione che si fonda troppo sull'osservazione
di regole formali, possa nuocere alle relazioni, perché tende ad
ingessarle, a favorire il controllo dell'espressività a scapito della
naturalezza e dell'ascolto profondo di se stessi e degli altri.
Temo che
le nostre relazioni soffrano spesso di un eccesso di controllo razionale al
quale a volte si alterna un'incontrollabile, violenta e prorompente
fuoriuscita di sentimenti.
Spesso
scambiamo la forma per la sostanza e bisticciamo a lungo su inutili
questioni formali, senza comunicarci l'essenza delle cose.
Diventiamo
allora asettici, sterili, non ci infervoriamo per le cose essenziali, non
trasmettiamo calore: tendiamo ad essere freddini, distaccati, un
po' estranei e troppo concentrati sul nostro comportamento nella
relazione.
Non dico
che ci si debba scannare, non mi piacciono le sceneggiate televisive alla
Sgarbi; il rispetto per l'altro non deve mai mancare, ma il calore umano,
la partecipazione del cuore, l'interesse genuino per l'altro, sono, a
mio avviso, elementi necessari in una relazione che non sia superficiale e
che abbia un minimo di senso.
L'amore,
l'amicizia, le relazioni tra gli esseri umani, richiedono di
offrire agli altri il distillato della propria umanità in presa diretta,
mantenendo sempre attivo l'ascolto delle reazioni dell'altro, per modulare
correttamente l'esposizione dei nostri pensieri e sentimenti, evitando
inutili esagerazioni.

















