Visualizzazione post con etichetta medici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta medici. Mostra tutti i post

mercoledì 22 febbraio 2012

il medico di base

Credo molto nell'utilità del medico di base (o di famiglia, o della mutua che dir si voglia).
Penso che ciascuno dovrebbe avere un medico di base che lo ascolti con attenzione e che non si concentri solo sulla parte del corpo malata. Anche perchè spesso quella parte del corpo è malata perchè c'è qualcosa che non va anche dal punto di vista psicologico.
Alcune statistiche dicono che almeno il 40-50% dei problemi fisici portati al medico di base hanno come concausa problemi psicologici: solitudine, ansia, depressione, ecc.

So che non è facile trovare medici di base che si interessino anche dello stato emotivo del paziente, ma credo che bisognerebbe cambiare medico fino a quando non si trovi un medico col quale sia possibile avere una relazione fatta anche di ascolto e di dialogo, che ci chieda e ricordi come, dove e con chi viviamo.

Purtroppo l'università non dà una formazione adeguata al medico riguardo alla relazione emotiva col paziente e quasi tutto è lasciato alla buona volontà dei singoli.
E' vero che la professione del medico è sovraccarica di incombenze e problemi burocratici e non penso che il medico dovrebbe fare anche lo psicologo, però almeno un pochino sì.

Solo ultimamente, a causa dei tagli alla spesa pubblica nel settore della sanità, si sta cercando di offrire ai medici un po' di formazione sul rapporto psicologico col paziente, al fine di risparmiare sulle prescrizioni dei farmaci.
Speriamo che la crisi economica abbia almeno questo effetto collaterale positivo!

martedì 29 novembre 2011

prendersi cura

Stasera ho partecipato ad una iniziativa organizzata dall'associazione donne-medico di Modena: la proiezione del film L'albero di Antonia, seguita da un dibattito sul tema del prendersi cura dell'altro.
Antonia, la protagonista del film, si prende cura di tante persone: accoglie e rende felice una minorata psichica che subiva violenze nella propria famiglia, accoglie una donna con due figli rimasta senza casa, accoglie un prete che decide di rinunciare ai voti, consente alla propria figlia di farsi mettere incinta da un uomo allo scopo di tenere il bambino ma non il compagno, ecc.
Il punto importante è che mentre Antonia si prende cura degli altri, fa la stessa cosa anche con sè stessa, vivendo quindi le relazioni con gli altri e con sè stessa con disponibilità e gioia in un clima di verità.
Nel film non mancano momenti tragici, violenze e morti efferate, ma nella vita ci sta anche quello e la regista non fa nulla per nasconderlo.

Interessante il dibattito che ha seguito la proiezione del film: tra gli altri interventi, una dottoressa faceva notare come i medici considerino perlopiù solo negativamente la morte e tendano a difendersene considerandola un evento di routine, invece di viverla come un evento luttuoso ma naturale della vita umana; un altro medico ha accennato alla necessità di rapportarsi sempre meglio con i pazienti anche sul piano affettivo-relazionale.
Alla serata hanno partecipato più di cento persone, tra medici e infermieri, e mi è sembrato importante che si siano ritrovati per riflettere sul tema del prendersi cura dei pazienti attraverso l'ascolto, l'empatia e l'attenzione perchè a volte le persone, soprattutto gli anziani, si ammalano anche perchè non hanno nessuno che le ascolti, che presti loro attenzione, che voglia loro davvero bene e glielo manifesti.
E' vero che un medico di famiglia non può ascoltare tutti come se fosse uno psicologo, ma prendersi un po' cura della relazione col paziente, oltre che del suo corpo, è a mio avviso un comportamento fondamentale sia dal punto di vista umano che da quello terapeutico.