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domenica 18 dicembre 2011

l'importanza del nonno

Incontro mensile di lavoro tra amici-colleghi psicoterapeuti: senza un motivo particolare si arriva a parlare della insicurezza dei giovani.


Parliamo insieme a ruota libera per circa un'ora su questo argomento, poi a un certo punto il discorso arriva, casualmente, ad avere come tema i nonni, in particolare il nonno.
Si parla di come i bambini di oggi abbiano dei nonni diversi da quelli di quarant'anni fa: nonni mediamente più vecchi, ma con maggiori desideri di autonomia e libertà, che abitano più lontano, meno presenti nella quotidianità. 
Emerge il ricordo di una di noi, siciliana d'origine, che non vide mai il nonno perché venne ucciso dalla mafia per non essersi piegato. La figura eroica di questo nonno, assente fisicamente ma sempre presente col sacrificio della propria vita, ha indirizzato i comportamenti di tutta la famiglia verso la serietà, l'impegno, la determinazione morale, la salvaguardia della dignità: di fatto si è trasformato in un esempio da seguire.
Qualcuno afferma: ma non sarà che a mancare maggiormente ai giovani di oggi sia proprio   la determinazione e i racconti dei nonni, carichi di forza e di senso?
E ci si chiede: come mai il discorso è partito dall'insicurezza dei giovani ed è arrivato ai nonni? Non ci sarà una relazione  tra le due cose?

Poi arriva il ricordo di uno di noi, dell'importante ruolo che ha avuto la figura di suo nonno quando  lui era piccolo, della gioia provata nell'ascoltare i racconti del nonno; un altro di noi, riferendosi alla sua esperienza di nonno oggi, racconta del nipote che lo cerca sempre, di quanto egli sia felice di stare con lui e sentirlo raccontare le proprie esperienze di vita.
Allora ci chiediamo: cosa rappresenta la figura del nonno per il cucciolo d'uomo?
Forse rappresenta l'opportunità di  avere davanti a sè l'esempio di una vita vissuta tutta e interamente, la possibilità di immaginare che anche a lui capiterà di vivere tanto a lungo e fare tante esperienze: il nonno come un capotribù, con un suo carisma, con la sua saggezza che gli deriva dalla forza dell'esperienza.
Ma ce ne sono ai nostri tempi dei nonni così, che raccontano con partecipazione ma anche con un po' di distacco le vicende di un'intera vita? Non sarà che i cuccioli d'uomo crescono più insicuri perchè un po' abbandonati a sé stessi o perchè troppo contagiati dalle ansie continue e a volte eccessive di madri e padri preoccupati per mille cose diverse?
Insomma: chi non vorrebbe aver avuto un bel nonno semplice e forte, ma anche generoso e affettuoso?
Non darebbe un po' di  sicurezza aver avuto un nonno così?