giovedì 2 maggio 2013

comunicare con naturalezza



Qualche tempo fa mi è capitato di parlare con alcune ottime persone colte e sensibili.
Una di loro si era meravigliata perché io avevo risposto con estrema franchezza ad un comune conoscente; poiché stava facendo un corso di comunicazione non violenta, le sembrava che le mie parole fossero state troppo dirette e in contrasto con alcuni modelli di comunicazione efficace che aveva imparato frequentando alcuni corsi.
Ascoltandola, ho provato un po' di insofferenza, anche perché la persona cui avevo detto quelle cose non aveva reagito negativamente  e il mio intento era stato proprio quello di parlargli senza mezze misure per indurlo a riflettere su alcuni suoi problemi che egli aveva raccontato.

In generale, penso che una comunicazione che si fonda troppo sull'osservazione di regole formali, possa nuocere alle relazioni, perché tende ad ingessarle, a favorire il controllo dell'espressività a scapito della naturalezza e dell'ascolto profondo di se stessi e degli altri.
Temo che le nostre relazioni soffrano spesso di un eccesso di controllo razionale al quale a volte si alterna un'incontrollabile, violenta e prorompente fuoriuscita di sentimenti.
Spesso scambiamo la forma per la sostanza e bisticciamo a lungo su inutili questioni formali, senza comunicarci l'essenza delle cose.
Diventiamo allora asettici, sterili, non ci infervoriamo per le cose essenziali, non trasmettiamo calore: tendiamo ad essere freddini, distaccati, un po' estranei e troppo concentrati sul nostro comportamento nella relazione.
Non dico che ci si debba scannare, non mi piacciono le sceneggiate televisive alla Sgarbi; il rispetto per l'altro non deve mai mancare, ma il calore umano, la partecipazione del cuore, l'interesse genuino per l'altro, sono, a mio avviso, elementi necessari in una relazione che non sia superficiale e che abbia un minimo di senso.
L'amore, l'amicizia, le relazioni tra gli esseri umani, richiedono di offrire agli altri il distillato della propria umanità in presa diretta, mantenendo sempre attivo l'ascolto delle reazioni dell'altro, per modulare correttamente l'esposizione dei nostri pensieri e sentimenti, evitando inutili esagerazioni.    

5 commenti:

Vilma Bellucci ha detto...

Si, lo penso anche io...
In qualsiasi rapporto umano la cosa migliore è essere naturali, un confronto fatto con il cuore è a mio avviso sempre il migliore. Credo che essere troppo controllati nuoce in primo luogo a se stessi, meglio parlare, comunicare, ascoltare le proprie sensazioni e degli altri.
Un confronto va fatto, come dici tu, con tutto il calore umano possibile... altrimenti non ne vale la pena nemmeno parlare, altrimenti non è amicizia, non è amore...
Vengo sempre in questo tuo blog che ritengo molto interessante
Buona serata
Vilma

alessandra ha detto...

appassionatamente..sto cantando la canzone, hai presente?
Essere spontanei, se stessi, non aver paura di comunicare..e se abbiamo paura dobbiamo pensare che ce l'ha anche chi ci sta di fronte.

Onlypatty ha detto...

io devo proprio lavorarci a questo.
Non è semplice per chi ha passato la vita a reprimersi, ma condivido tutto quello che hai detto. Essere se stessi nel modo più autentico possibile, senza prepotenza, con sincerità. Chi come me non ci riesce facilmente è perchè si frena per paura del giudizio, di non piacere e deludere. Ma è meglio trovare poche anime affini piuttosto che un tiepido, unanime consenso senza vero sentimento e partecipazione.
Come sempre, grazie
un saluto a te

paola tassinari ha detto...

Io sono la naturalezza in persona, però dopo sto male perchè penso di essere apparsa invadente e in più mi pento di essermi aperta troppo, ho paura di aver offeso in qualche modo la sensibilità altrui, cerco di trattenermi ma è inutile, sempre curiosa, sempre in qualche modo cerco di aiutare, sempre rompiballe...io amo gli altri più che me stessa e questo non va bene, perchè gli altri ti chiedono sempre di più...

nellabrezza ha detto...

Quanto è sconfortante, soprattutto in certi ambiti cui ci si rivolge per la risoluzione di problemi anche pratici, incontrare persone che sono lì solo per sentir parlare se stesse, solo per esercitare la comunicazione secondo i modelli imparati, e non per dire "qualcosa" di vero, di praticamente risolutivo !!! Così capisco perchè in questo paese tante cose non funzionano, quando proprio le persone cui è demandato magari il governo si pavoneggiano solo in un esercizio formale...