sabato 27 aprile 2024

L'UOMO D'OGGI E LA CAPACITA' DI AMARE.

Il titolo del post è il titolo di un incontro pubblico che mi hanno chiesto di condurre.

In tale occasione vorrei raccontare innanzitutto le principali problematiche e difficoltà che riscontro nei maschi d'oggi, partendo da ciò che mi raccontano i miei pazienti, maschi o femmine che siano, facendo seguire anche qualche riflessione su cosa potrebbe aiutarli a diventare più capaci di amare.

Il tema mi sembra molto attuale e con parecchie sfaccettature, sia a livello individuale che sociale.
Avete voglia di raccontarmi qualche vostro pensiero sull'argomento? Secondo voi è facile o difficile essere maschi oggi? Cosa pensate dell'identità maschile al giorno d'oggi?

6 commenti:

Franco Battaglia ha detto...

Il maschio ha il problema di credersi superiore, ovviamente non è tutta colpa sua, anche le donne lo educano a questa svista, poi la società, i ruoli, la vita.
Insegnare ai maschietti a far andare una lavatrice non sarebbe male. Abituarli all'economia domestica, a sparecchiare la tavola dopo il pasto, ad apparecchiarla prima, cambiare i pannolini un bimbo, a "prendersi cura", a cucinare, a lavare i piatti, pulire un bagno come si deve, tagliare le unghie al genitore anziano.

A leggere autori femminili, a studiare pittura femminile, a comprendere che la donna che guadagna più di un maschio non può essere una stranezza, un'offesa, ma un'opportunità, come una donna laureata.

Siamo ancora indietro su tutto ciò. e su mille altre sottigliezze ancora.
E' difficile essere maschi, se ci si rende conto delle differenze. Altrimenti rimane esercizio facilissimo.

Annamaria ha detto...

La lavatrice la fanno, i maschi, e anche i lavori di casa. Più difficile - e qui concordo con Franco - che sappiano apprezzare certe capacità femminili sul piano intellettuale, vedendole come un'opportunità e non come un'offesa.
A parte questo, la mia esperienza mi dice che una difficoltà maschile - non di tutti per fortuna - è accettare con serenità e libertà che ci siano opinioni e modi di fare differenti dai loro. Alcuni hanno L'abitudine di assolutizzare il loro pensiero e questo talora è deleterio.
Grazie, Giorgio!

alberto bertow marabello ha detto...

Un paio di mesi fa ho visto un bello spettacolo teatrale ripreso dal libro Grassa di Giulia Blasi in cui si raccontano tutte le richieste a cui sono sottoposte le donne: l'essere magra, bella, gnocca... Ecc. Nel breve "seguirà dibattito" che ne è seguito un pochino si è parlato anche degli obblighi che si ha ad essere uomini. Sicuramente meno, ma già dalla scuola vedi che se c'è l'esclusivo gruppo delle "belle" dove sono ammesse solo le gnocche che, c'è anche il gruppo dei "fighi" altrettanto esclusivo. Naturalmente non si accende se sei bello, ma solo se sei un vincente. E credo che sia questo il punto critico: dover essere vincenti, i migliori, essere superiori. Le donne vincono se sono belle e desiderabili, gli uomini se hanno successo. E ciò lo dimostri sfoggiando l'ultimo modello, il top di gamma, e non importa di ché, ma devi avere il top. Che si tratti di cellulari, di macchine, di scarpe, di ristoranti, devi avere solo il top, perché non è ammesso essere i secondi, figuriamoci a metà classifica o peggio che peggio gli ultimi. Devi essere e far vedere di essere, in una continuazione corsa per ribadire il tuo primato. Così siamo sempre a comprare e comprare e comprare l'ultimo, l'ultimissimo, l'ultimissimissimo e ci si può levare dalla considerazione di persona a quella di cliente. Bisogna essere il primo, non il secondo o certo l'ultimo..ma in una gara così, va da sé, vince solo chi sceglie di non partecipare.

Anonimo ha detto...

Nel suo post mi è balzato agli occhi la parola amare.

Credo semplicemente che tutto ruoti esattamente sulla in/capacità e in/consapevolezza dell'amore.

L'amore non ha un femminile e maschile ,li abbraccia entrambi,poi siamo e saremo noi a fare indistintamente e soggettivamente la differenza se non riusciamo e non riusciremo ad abbracciare il senso vero dell'amore.Un fallimento al femminile e al maschile,non certo dell'amore.

Credo di aver risposto alle tre sue domande assieme, è davvero questo che sento di esprimere e ringrazio per averlo permesso.

Buona serata

L.

valeria ha detto...

Ho amato per 25 anni pur sapendo di non essere amata e tradita.
Ho amato lo stesso per valori.
Ho perso la speranza che esiste l'amore quanto ho scoperto che nonostante tutto quella persona alla fine mi ha distrutta completamente...
Ma poi ho imparato cosa è il sorriso e la sua forza , utile per rialzarsi, per lasciarsi alle spalle tutto e per riprendere un dialogo solo per un altro tipo di amore: quello immenso che lega da sempre i figli e una madre.

Non penso che, nonostante il mio vissuto, non cadrò più nella rete del amore, perchè prima o poi forse lo vivrò di nuovo, ma sarà mia intenzione andarci piano, conoscere, avere fiducia, capire emozioni, sofferenze o dolori, allegria o semplicimente il regalo di tanti sorrisi.
Perchè se l'amore ti stampa un sorriso sul viso è perchè stai bene e sei felice. Il mio pensiero ciao Valeria

giorgio giorgi ha detto...

Cara Valeria, l'amore tra due persone deve essere valutato esclusivamente nella concretezza dei fatti, dei gesti compiuti dalla persona amata. Se manca il rispetto dell'altro, se non c'è generosità, reciprocità non é amore, è prevaricazione, utilizzo dell'altro per i propri fini. In questo caso bisogna lasciar perdere e cercare qualcuno che ti ami davvero. Se accetti di stare con uno che concretamente ti tratta male diventi suo complice in un rapporto tossico. Non si può cambiare l'altro, bisogna che noi amiamo noi stessi e che pretendiamo che l'altro faccia altrettanto. Se con una persona stai male vuol dire che la relazione non funziona.