lunedì 15 aprile 2013

mysterium coniunctionis

In questi giorni sto preparando un seminario che si terrà alla metà di maggio: un gruppo di non più di dodici persone, che si incontreranno per due sere, condividendo pensieri, sentimenti, immagini, letture e sogni sul tema del maschile/femminile.
Mi ha molto colpito il fatto che Jung, dopo aver lavorato a lungo su questo tema negli ultimi anni della sua vita, scrivendo anche un libro molto complesso dal titolo Mysterium coniunctionis, si convinse che il rapporto tra maschile e femminile ha in sé appunto una grande parte di mistero.
Non è una conclusione banale, come non è banale dire che una cosa è misteriosa.
La nostra società non ama i misteri (se non sfruttati per avere più audience o vendere libri), e anche noi, volenti o nolenti, subiamo il fascino della chiarezza, delle certezze da raggiungere possibilmente in pochissimo tempo.
Ma solo la superficie delle cose è nitida: quello che c'è sotto è molto spesso più incerto e misterioso.
Non sto facendo l'apologia dell'esoterismo o del paranormale: sto parlando di animo umano, di complessità, di colori che si mescolano dentro di noi, creando forme e sfumature sempre nuove e inaspettate.

Cos'è maschile? Cos'è femminile? Cos'è questa spinta istintiva all'unione, alla realizzazione di una totalità? Ho la sensazione che parlare di maschile e femminile significhi in realtà parlare in generale dell'unione degli opposti, della loro integrazione in una totalità che li contenga entrambi, creando nuove forme di vita. E' un discorso teorico ma anche concreto, molto concreto.

Una mia paziente schizofrenica  mi ha detto che quando è nata sua figlia, le ha messo anche delle tutine azzurre, perché era un colore che le piaceva e secondo lei le stava bene, aggiungendo: ma perché i maschi non possono portare vestiti rosa? Il rosa può stare bene anche a un maschio.

Si può imparare molto da chi ha sofferto tanto nella vita al punto da diventare strano o folle, si può essere aiutati ad andare aldilà dei modelli abituali di ragionamento, a recuperare spazi di libertà di pensiero; e questo può sembrare un mistero per chi è abituato a dividere, a separare nettamente il bene dal male con troppa facilità, a rimanere fedele a quella nitidezza che permette di guardare solo la superficie delle cose.

E anche la salute mentale e la pazzia, forse, sono due opposti che dobbiamo cercare di integrare tra loro per vivere meglio la nostra vita.

5 commenti:

Renata_ontanoverde ha detto...

Carissimo Giorgio, anzitutto devo ringraziarti immensamente per il commento che hai fatto al mio blog.
Dopo un mio week-end di meditazione il tuo commento è arrivato al momento giusto!

Tante volte ho pensato al rapporto con mio marito: al perché mi ero legata a lui.
Ci eravamo sfiorati due volte prima di incontrarci, come mai? un caso? Poi , nella diversità sia di visione maschile e femminile, che di carattere, mi son chiesta tante volte : PERCHE’ proprio lui?
Eppure ragionandoci ho compreso inconsciamente che eravamo destinati l’uno all’altra, per una ragione “sottile” che non riuscivo ad esprimere, ma che percepivo nettamente come GIUSTA!

Tante reazioni del nostro corpo chimiche-fisiche-emotive, ci legano in modo invisibile, ma ineluttabile. Diamo tanta importanza a ciò che vediamo, che possiamo toccare con mano ma i legami fisici e spirituali sono quelli che ci legano maggiormente e per la vita, ma di questi possiamo spiegare molto poco, tranne il fatto che esistono. Il rapporto madre e figlio viscerale clonazione, il rapporto fratello e sorella, legati in quanto cloni della stessa derivazione. Possiamo avere unioni anche non fisiche, sentendoci madre e figlio, come fratello e sorella di altre persone, ed in questi rapporti abbiamo e manteniamo un’identità ben precisa.
Ma in un rapporto totalmente non consanguineo come marito e moglie abbiamo una continua evoluzione, con l’elaborazione più profonda ed intima nelle percezioni. Parliamo di persone che si amalgamano e creano sul piano mentale una nuova sinergia per affrontare la vita materialmente, sul piano spirituale nel assaporare gioie, superare dolori e prove, fisicamente con il sesso.
E qui si ha la magia più grande, dalla quale il clero ci ha tarpati per “proteggerci” relegandolo ad atto di procreazione, mentre in realtà
la coppia si unisce in un rapporto complesso e profondamente intimo, basato su uno scambio fisico-chimico-mentale, che unisce in modo misterioso a volte troppo sottovalutato e svilito della potenziale connotazione di atto magico (come in alcune religioni veniva/viene considerato). E’ naturale che la spogliazione del significato di questo atto ci abbia negato la possibilità di esplorarne i risvolti esoterici e spirituali più alti dell’unione uomo-donna, relegandolo alla conservazione della specie o soddisfazione d’istinto fine a se stessi, ma l’ineluttabilità dell’unione spiega ancora oggi che il mistero permane. Mi chiedo se la religione ha represso le pratiche magiche per evitarne gli abusi dell’umano corruttibile ed incontrollabile al potere esoterico, quale potenza abbia l’atto sessuale: potrebbe farci impazzire ???

Vitamina ha detto...

Bellissimo argomento e molto misterioso nel senso più profondo della parola, sono d'accordo. Da ragazza lessi un racconto di Asimov che si intitolava "E se". Era la storia di una coppia felice,ma se le cose non fossero andate così, se non ci fosse stata quell'occasione di incontrarsi? La storia esplorava un'altra possibilità, un altro "e se.." in cui le cose andavano diversamente. Poi però alla fine i due, per un'altra coincidenza, diversa, finivano ugualmente insieme. Perfino Asimov, quasi interamente dominato dalla ragione, riconosceva che c'è un destino, o comunque un mistero, dietro le unioni umane.

nellabrezza ha detto...

anche se mi sembra sia andata fuori tema mi piace moltissimo la risposta di renata, con questa sacralità del sesso che ritrovo interamente in me... sul genere sessuale direi che mi piacerebbe molto fare un seminario di questo tipo, confrontandomi con una persona del sesso opposto....sì sarebbe molto interessante. ma forse lo si fa già ogni volta che si inizia una relazione... ?

alessandra ha detto...

scrivo pensieri alla rinfusa, avendo oggi la febbre.
Ho pensato a Jung quando disse: mia moglie è importante e l'amo , il mio collegamento con la terra, la mia ancora.
Amo la mia amante, le mie ali, il mio volo, il mio sguardo verso il cielo."
Ho amato di amori diversi, alcuni creduti tali, credo di aver provato L'amore più grande verso (parlo fra donna e uomo) qualcuno che mi ha ribadito mille volte: non provo niente per te, mi dispiace che tu prova qualcosa.-Chi mi ha amato immensamente, ed è successo, non è riuscito a catturare il mio cuore.
La vita è magia e pazzia , è un po' di tutto,priva di logica in ogni caso.

teoderica ha detto...

...certe cose vanno scoperte da soli,e il mistero è il mio cibo, tutto il mistero anche quello esoterico, in quanto i simboli hanno presa nel nostro inconscio collettivo e chi crede di sapere cosa è la pazzia è più pazzo dei pazzi...un affettuoso saluto.