sabato 16 marzo 2013

Ulisse: l'uomo che le donne cercano oggi?

Vi ricordate Ulisse, il protagonista dell'Odissea di Omero?
Di lui è sempre stata apprezzata soprattutto la scaltrezza (suo lo stratagemma del cavallo di Troia), che gli ha permesso di passare indenne attraverso mille avventure nel lungo viaggio di ritorno da Troia alla sua casa di Itaca, dove lo aspettava la moglie Penelope insieme al figlio Telemaco.
Ebbene, il personaggio di Ulisse è stato recentemente rivalutato e portato come esempio di come dovrebbe essere il maschio del nostro tempo da Roberto Botti nel libro: Dioniso e l'identità maschile. Vediamo il perché.

Ulisse andò alla guerra di Troia, ma solo perchè vi fu costretto. Quando vennero a chiamarlo per partecipare alla guerra, Ulisse finse di essere pazzo, pur di poter rimanere a casa con la moglie e il figlio piccolo. Per capire se Ulisse era pazzo davvero, misero il figlio Telemaco davanti all'aratro con cui egli stava arando la terra, cosicché fu costretto a compiere un semicerchio per evitare il figlio e fu evidente che pazzo non era.
Quando Calipso gli offrì la vita eterna al pari degli Dei, egli rifiutò, dicendo che preferiva la sua condizione umana.
Rifiutò le droghe che gli offrirono i Lotofagi per dimenticare il viaggio di ritorno a casa e, successivamente, non si lasciò sedurre né dalla maga Circe né dal canto delle Sirene.
Il suo amore per Penelope era così forte, che costruì il letto nuziale con il legno di un ulivo al quale lasciò infisse le radici nella terra e costruì la sua casa attorno a quel letto nuziale che nessuno avrebbe mai potuto spostare.
Vedeva nel figlio Telemaco il successore di stesso e non aveva per lui nessun sentimento negativo, nessuna invidia.
Sia Penelope che Telemaco ricambiavano il suo amore: la prima lo aspettò per vent'anni rifiutando la corte dei Proci, tessendo la tela di giorno e disfacendola durante la notte, mentre Telemaco collaborò con lui alla cacciata dei Proci.
Inoltre, quando Ulisse incontrò dopo vent'anni il vecchio padre Laerte, che stava molto male, si commosse fino a piangere, senza paura di perdere la sua maschilità.

Insomma, la famiglia di Ulisse sembra proprio una famiglia dove tutti si vogliono un gran bene, dove circolano sentimenti positivi, e dove il maschio non fa solo il maschio nel senso abituale del termine, perché alle virtù tradizionali del maschio unisce sentimenti veri, profondi e nobilissimi.
Ulisse sembra essere un maschio normale, un antieroe rispetto ai nostri tempi moderni, col suo culto dell'azione insieme a quello del limite, a significare l'integrazione della potenza del maschile desideroso di fare sempre nuove conoscenze, col sentimento e il desiderio di incarnazione di un femminile che ama le relazioni paritarie e i legami basati sulla reciprocità degli affetti. 


14 commenti:

Renata_ontanoverde ha detto...

Diciamo che di virile ha il vantarsi con Polifemo del suo "scherzetto" volendo dare il nome dell'autore e per questo pena 20 anni a raggiungere casa...

Bene o male però Ulisse c'ha la sua convenienza, le avventure in terre sconosciute che si sa sono il sale nella vita maschile e vogliamo mettere tutti gli anni che vive "segregato" a "soddisfare" le voglie amorose di due bellissime donne come la Maga Circe e la ninfa Calipso??? Poveretto che vitaccia....al solito lasciando sola Penelope a rompersi tormentata prepotenti, che sperperano i suoi beni, senza un uomo che la difenda, con la tela ogni santo giorno e santa notte da fare e disfare, ed a suo figlio di crescere senza un padre e meno male che c'è Mentore !!!
Ecco le conseguenze delle inconsulte reazioni maschili, che pagano anche moglie e figlio!!!

Anche Ulisse, caro Doc, non era uno stinco di santo... ;) certo voleva bene a moglie e figlio, fedele al padre, ma fa solo guai in giro per il mondo... suvvia...
di altri eroi ha bisogno il mondo... ;)

da contrapporre ad Ulisse, ora come ora mi viene in mente solo Siegfried, ma poverinoo fa una fine così misera: tradito dal suo stesso re...;) che gli uomini "giusti" siano degli sfigati ???

giorgio giorgi ha detto...

@renata: dopo il tuo commento ho aggiunto un punto interrogativo nel titolo...:)

Cinzia ha detto...

Condivido quanto detto da Renata. Credo che siano gli uomini di oggi a volersi identificare con Ulisse, che in fondo ha fatto quello che voleva per tutta la vita. Ha viaggiato, ha avuto comunque molte donne e alle sirene ha resistito perché rischiava la vita... Mentre Penelope si è sacrificata per 20 anni nell'attesa del suo ritorno. Non credo che vorrei avere accanto un Ulisse, sono sicura però che non vorrei essere Penelope!

Interessante la tematica!
Cinzia

Cicabuma ha detto...

Avrà anche amato molto la paziente e forte Penelope, ma se non ricordo male, tornato a casa dopo 20 anni di peripezie, non ci ha messo molto a ripartire di nuovo per altre avventure che lo avrebbero portato oltre le Colonne d'Ercole e alla morte.
Non vorrei accanto, "accanto"?, un uomo così nemmeno a pagamento!!!!
Per seguir virtute e conoscenza ha perso tutto il vero significato della vita coniugale.
A presto
Francesca

alessandra ha detto...

per me l'"Ulisse" è un grande capolavoro , molto introspettivo, che mette in evidenza le grandi debolezze umane come la forza stessa, immensa e sublime dell'amore. S'intravede in questa grande avventura mitica e simbolica, una sorta di viaggio umano, attraverso i sentimenti , costellato di dure prove e di un continuo perdersi in quest'avventura che è la nostra vita, per poi ritrovarci perchè abbiamo creduto nei valori che ci hanno contraddistinto, innanzitutto l'amore.
Credo si debba leggerlo come un libro mitologico,traendone la morale insita in esso.

Cinzia ha detto...

Certo Alessandra, il viaggio è certamente da intendere come metaforico, il viaggio alla ricerca di sé stessi. Molto patriarcale comunque, con Penelope in eterna attesa. Forse anche in questo caso, il femminile è il punto fermo, il luogo a cui fare ritorno e il maschile, è la parte che fa, esplora, cresce, ricerca... e in quanto energie presenti in ognuno di noi, possiamo riconoscerci e/o identificarci sia in Ulisse che in Penelope.

teoderica ha detto...

Io da ragazzina amavo Achille, mia cugina folleggiava per Morandi ed io per il Pelide.
Poi ho ammirato Ettore infine da qualche anno amo, ammiro, stimo e comprendo Ulisse ( vedasi anche l'Ulisse di Joice)
Ma Ulisse era già in me, infatti ho allevato il mio ideale di uomo ( mio figlio) sulle tracce proprio di Ulisse, un uomo con radici salde, ma che se ne va alla scoperta ed alla conoscenza, non solo ideali ma anche bassezze, perchè uomo o donna abbiamo tutti i nostri lati meschini, grigi e forse anche neri.
E poi basta con questa possessività, qualche amore ci sta,Marcuse insegna, per chiudere il cerchio, altre fonti riprendono Penelope che si innamora e si concede a vari proci, in una fonte si concederebbe a tutti...
Perchè precludersi l'amore? Non è meglio precludersi la rabbia, l'odio, l'invidia?
Se si è sereni si comprende meglio anche l'altro.
Ultimo punto, il personaggio Ulisse oggi è valido sia per l'uomo che per la donna.

carmen ha detto...

Come modello maschile…no grazie, né Penelope come modello femminile: c’era il detto delle donne rassegnate “..tanto alla fine tornano a casa…”. Ora con i nuovi farmaci stanno a zonzo più a lungo. Ulisse per la parte maschile di noi donne può essere interessante, ma che fine farebbe Telemaco?

Onlypatty ha detto...

Darei qualche attenuante al povero Ulisse: aveva a che fare con capricci divini, esseri magici e mostruosi, e mezzi di locomozione decisamente antiquati: fornito di portatile, telefonino e biglietto aereo forse il suo girovagare non sabbe stato così lungo e avventuroso;-) Condivido parzialmente quello che altre commentatrici gli rimproverano:
vagabondare gli ha portato anche un certo appagamento, mentre la povera Penelope... Limpidi i sentimenti,e questo è bello, ma anch'io non sceglierei mai un compagno così girovago e assetato d'avventura: o quantomeno partirei insieme a lui, allora sì!


Anonimo ha detto...

Quello che cerco in un uomo è il rispetto.

curlydevil ha detto...

Sono perfettamente in linea con il commento di Teoderica.
L'avventura, dentro e fuori di noi, ci arricchisce e completa la coppia. Purché lo spirito sia condiviso e non ci sia uno che subisce e aspetta.

Cinzia ha detto...

Rileggendo il titolo mi è venuto in mente questo pensiero: l'uomo che le donne cercano oggi è una donna... non nel senso che debba essere un uomo effeminato, ma un uomo che viva bene tutte le sue parti... ma forse dovrei parlare di donne over 50... le giovani non so...

teoderica ha detto...

Telemaco si fa uomo e parte, libero...il dono più grande è la libertà, forse Telemaco è Nessuno.

carmen ha detto...

Penelope scrive a Ulisse
Claribel Alegria (Nicaragua, 1924)



LETTERA AD UN SENZATERRA

Mio caro Ulisse:
non è più possibile,
o sposo mio,
che il tempo trascorra e voli
e che io non ti racconti
della mia vita ad Itaca.
Sono già molti anni
che te ne sei andato
e la tua assenza ha pesato
molto a tuo figlio
e a me.
Hanno cominciato ad assediarmi
dei pretendenti.
Erano tanti
e così tenaci i loro corteggiamenti
che un dio si impietosì
per la mia angoscia
e mi consigliò di tessere

una sottile tela
interminabile

che fosse servita a te
come sudario.
Quando, e se, l’avessi terminata
avrei dovuto senza indugi
scegliere un marito.
Mi sedusse così tanto l'idea
che, al sorgere del sole,
mi ponevo a tessere
e la sera distruggevo il lavoro del giorno.
Così trascorsero tre anni,
ma ora, Ulisse,
il mio cuore palpita per un giovane,

così abile con l'arco
e con la lancia.
La nostra casa va in rovina
e io ho bisogno di un uomo
che la sappia gestire.
Telemaco è ancora troppo giovane
e tuo padre è anziano.
E’ meglio, Ulisse,
che non torni.

I miei uomini sono così deboli
e non riescono più a sopportare le offese.
Del mio amore per te
non rimane che cenere.
Telemaco sta bene;
non chiede più nemmeno di suo padre.
E' meglio per te

che tidiamo per morto.
Ho saputo da forestieri
di Calypso
e di Circe.
Approfittane, Ulisse.
Se scegli Calypso,
recupererai la giovinezza;
se Circe è l’eletta,
sarai, tra i suoi maiali,
il supremo.
Spero che questa lettera
non ti offenda.
Non invocare gli dei:
sarà invano;
ricorda Menelao
con Elena.
Per quella guerra folle
hanno perso la vita
i nostri uomini migliori
e tu ti trovi dove ti trovi.
Ti supplico, Ulisse,
non tornare!


La tua saggia Penelope.