lunedì 11 marzo 2013

la psicoterapia con gli adolescenti

Le tre età dell'uomo - Giorgione (1500-1501)
Lavorare con gli adolescenti è molto coinvolgente e delicato.
L'adolescenza è uno dei momenti più importanti della vita, quello in cui il bruco si trasforma gradualmente in farfalla.
Poter essere d'aiuto in questo momento cruciale di transizione è molto appagante. E' un periodo della vita in cui l'esistenza deve prendere una qualche direzione e le conseguenze delle scelte fatte in quel periodo incideranno fortemente sugli anni successivi.
Molte volte noi adulti scopriamo tardivamente che non abbiamo vissuto compiutamente la fase adolescenziale e dobbiamo ricordarci di come eravamo allora, per attingere energie che poi abbiamo perduto per strada, o per coccolare e amare quell'adolescente che siamo stati, che tanto ha sofferto per mille ragioni e che è ancora vivo dentro di noi.

Chi non ha, almeno una volta da adolescente, pensato alla possibilità di farla finita con la vita? Sono pochi coloro che possono dire di avere avuto una adolescenza felice e mediamente serena.
Da adolescenti, ci sono tante cose che non si sanno, che non si sono mai vissute e che è necessario sperimentare, passarci in mezzo per crescere. A volte gli adolescenti si mettono la maschera della spavalderia e della sfrontatezza, ma spesso è semplicemente per dissimulare paure e timori.
A volte la timidezza li blocca e impedisce loro di andare oltre.

Il problema fondamentale degli adolescenti è diventare consapevoli della propria identità e avere il coraggio di viverla nei rapporti con gli altri. Poiché ciò spesso non è per niente facile, assumono identità collettive: seguono mode e diventano parte di gruppi, di bande, di compagnie, al cui interno si sentono rassicurati e accomunati da valori condivisi.
Le tre età dell'uomo - C.D.Friedrich (1835)
Nel tempo ho realizzato che i fattori che favoriscono un buon lavoro con gli adolescenti sono:
- il prenderli sul serio in tutto e per tutto senza avere con loro comportamenti paternalistici;
- far loro sentire che ti prendi davvero a cuore la loro situazione e che sei coinvolto emotivamente con loro sinceramente;
- ascoltarli davvero e non cercare di dare risposte o ricette affrettate;
- avere un rapporto empatico e non assumere l'atteggiamento del terapeuta tecnico e distaccato.

Se un ragazzo chiede di andare da uno psicologo, secondo me bisognerebbe cercare di assecondarlo, perché vuol dire che qualche problema ce l'ha davvero. Se invece siamo noi genitori a pensare che dovrebbe andarci, ma lui non vuole assolutamente, la situazione è delicata.
A me è capitato di vedere ragazzi trascinati lì a forza dai genitori, che mi hanno semplicemente detto che erano i genitori ad avere dei problemi, mentre altri hanno riconosciuto che forse un po' di lavoro psicologico poteva essere utile. Certo devono sapere che andare dallo psicologo non significa andare dal dottore dei matti, ma cercare un aiuto per superare i loro problemi.

Se si riesce a stabilire una buona relazione terapeutica con un adolescente, si diventa partecipi di un mondo affascinante, pieno di emozioni e sentimenti purissimi e a volte contrastanti, oltre che di paure e timori che spesso vengono vissuti come sovrastanti e quasi impossibili da affrontare. E' come andare al luna-park  sulle montagne russe o fare un viaggio in terre primordiali come l'Islanda, piena di geyser che spruzzano acqua bollente vicino a grandi e freddi ghiacciai.
Il fascino della vita e delle sue contraddizioni allo stato nascente.      





5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo questo post! Emozionantissimo. Perchè in fondo ciò che vale per il terapeuta non è forse ciò che dovrebbe fare lo stesso genitore? Un genitore consapevole, intendo.
Un luna park...e in Islanda!...Perfetta descrizione dell mio bellissimo viaggio intorno, con, verso e da...la mia splendida figlia adolescente. E, ti giuro, sono entusiasta di questo viaggio: l'avventura più bella ed emozionante dacchè sono nata.

ereticanelcuore

Vitamina ha detto...

IO ho cercato aiuto da giovane e non solo l'ho trovato ma mi ha fatto quasi nascere per la seconda volta. Una delle mie figlie, già più che adolescente, ha avuto problemi che mi parevano seri e ho cercato aiuto anche per lei. La dottoressa che le ho suggerito, amica di un'amica che stimo molto, ci ha dato appuntamento, ma mi ha mandato via subito, la paziente era mia figlia. Incredibile, questa dottoressa è andata subito bene, non sono state necessarie altre ricerche. Però il disturbo per cui l'avevamo cercata non è risolto. La ragazza è molto cresciuta ed è più forte. La'tra figlia, visto quello che stavamo facendo per la seconda, ha voluto farlo anche lei. Così ci troviamo con due magri stipendi a sostenete due terapie in corso oltre all'università e al resto. Speriamo che almeno una delle due concluda. Ma credo che sia stato utile... ora ci vorrebbe di nuovo un aiutino a me.

teoderica ha detto...

Adolescenza cosa è...uno psicologo riesce a toglierti il non senso della vita?

alessandra ha detto...

Sono belli gli adolescenti, con i loro scoppi, il loro entusiasmo, il loro allargare le braccia in un girotondo per accogliere la vita attraverso sogni ancora intatti.

L'apprendista ha detto...

Che bel post! Complimenti. Comunque continuo a pensare che è molto più facile il rapporto con gli allievi adolescenti che con i figli adolescenti. Il nostro grado di implicazione emozionale con i figli ci impedisce avere la testa fredda e avere un buon rapporto. Come fare, dal punto di vista dei genitori?