sabato 21 gennaio 2012

da dove vengono i sogni?


Quasi tutti ci siamo chiesti, prima o poi, nella vita: da dove vengono i sogni?, chi li genera?, cosa rappresentano? che significato e che senso hanno?
Non vi è dubbio che il sogno appartenga ad un tipo di realtà diversa rispetto a quella che viviamo da svegli, non foss'altro perchè nel sogno accadono cose che nella realtà diurna sarebbero impossibili: morti che ritornano in vita, persone vive che muoiono, fatti accaduti nel passato che ritornano presenti, persone che hanno età diverse rispetto all' attuale, luoghi e personaggi immaginari mai visti prima, ecc.
Nei sogni spesso vengono meno tutte le regole che governano la nostra vita conscia: le normali nozioni di tempo e spazio sono annullate e accade di frequente di trovare  naturalmente insieme elementi che razionalmente non potrebbero coesistere.
Allora? Che tipo di mondo è quello rappresentato nei sogni? Da dove viene? Chi lo governa? Chi decide che quel mattino dovremo proprio ricordare quel preciso sogno?
C.G.Jung (1875-1961)
Tante persone hanno detto la propria opinione sull'origine dei sogni.
Per quanto riguarda la psicoterapia, i sogni sono stati oggetto particolare di studio più di un secolo fa, quando Freud e Jung iniziarono a fare dei collegamenti tra i contenuti dei sogni e i sintomi dei loro pazienti. Dopo di loro, molti altri studiosi utilizzarono i sogni come materiale utile a scopi terapeutici, nella convinzione che i sogni che una persona ricorda non provengono da qualche luogo  esterno al soggetto che sogna, bensì dalla sua stessa psiche.
Secondo le loro tesi, suffragate da un secolo di esperienze, mentre la nostra coscienza è assopita la psiche produce immagini, di cui spesso non riusciamo a capire il significato.  Alcune volte invece, al risveglio, abbiamo la sensazione che il sogno ci trasmetta un messaggio chiaro, uno stimolo su cui riflettere, che magari riguarda questioni sulle quali stiamo riflettendo proprio in quei giorni.

Un fatto importante è che si può arrivare a dialogare con la parte di noi che crea i sogni.
Mi è capitato diverse volte di chiedere nella prima seduta a un paziente se ricordasse abitualmente dei sogni, sentendomi rispondere un no deciso: qualcuno mi ha detto di non averne mai ricordati in tutta la propria vita. Poi, a volte, nella seduta successiva, con meraviglia di entrambi, è capitato che qualcuno mi abbia raccontato di avere ricordato qualche sogno proprio negli ultimi giorni.
Altre volte i pazienti ammettono di essere andati a dormire confidando di ricordare qualche sogno e di essersi svegliati il mattino dopo ricordando un sogno importante.  
Da tutto ciò si deduce che i nostri sogni sono davvero nostri,  perché i loro significati ci appartengono personalmente e perché noi abbiamo la capacità/possibilità di interagire con la parte della nostra psiche che crea i sogni.
Su questi assunti si fondano le possibilità riequilibratrici e psicoterapeutiche del lavoro psicologico coi sogni.

15 commenti:

Loredana ha detto...

Dottore, io i sogni me li ricordo tutti e con dovizia di particolari...è grave??? ;)
Sto scherzando , ma in effetti ho notatao anche io che tantissimi non li ricordano, forse anche lì è un esercitarsi a trattenere le immagini notturne, sul significato non mi esprimo, ma ciascuno di noi può ricollegare benissimo il sogno a qualche pensiero o situazione vissuta o pensata.
Buon fine settimana
loredana

alessandra ha detto...

Il sogno appartiene al nostro inconscio, quella parte della nostra mente che assorbe, vive, elabora la nostra parte di vissuto razionale, è secondo me la parte più vera del nostro "IO", quella che non mente, mentre razionalmente ci raccontiamo delle bugie per sopravvivere alle nostre paure.
Mi analizzo fra me e me attraverso i sogni.
Quando morì mio padre lo sognavo in mezzo al fuoco, mi rincorreva ed era arrabbiato, mi resi conto che non riuscivo a perdonarlo del fatto che mi avesse abbandonato morendo.
Sogno spesso mio marito, brusco, severo nella vita e tanto caro e dolce nei sogni, sembra che io mi rifugi nella sua immagine non più presente nella mia realtà.
Di questo discuto spesso con degli amici amanti della parapsicologia, loro naturalmente vedono il sogno come avviso, presagio, comunicazione dall'altro mondo, cose che a sentirle mi fanno fare brutti sogni.

Vitamina ha detto...

Fin da bambina ho ricordato i sogni , da piccolissima non mi avevano insegnato la parola e dicevo che facevo le "figurine" . Ultimamente ho fatto alcuni sogni bellissimi , uno angoscioso a raccontarlo , ma va bene così , perché attraverso di essi la mia anima mi parla e mi sento viva e unita.

Rossland ha detto...

Ricordo pure sogni fatti quando ero bambina, per dire.
Non li ricordo tutti però, solo alcuni.
Quelli appunto che al risveglio ancora mi parlano e le cui immagini mi si scolpiscono dentro diventando parte della mia memoria totale.
Nel tempo, (spesso li scrivo, tanto mi sembrano importanti) ne ho collezionato moltissimi.
E la cosa sorprendente è che, spesso, a distanza di tempo, mi si chiariscono da soli.
Noto che anche se nell'immediato non tutti mi sono chiari, se li lascio lì a lavorare in background, piano piano trovano da soli il modo di parlarmi e suggerirmi collegamenti con la mia vita quotidiana.
Insomma, non ha per me molta importanza il da dove arrivino, ma il come agiscono su di me e come entrano a far parte - nel tempo - della mia vita diurna.
Una volta sognati, una volta rivissuti a occhi aperti, sono parte della mia vita, non un "mondo a se stante" o "altro".
Sono "me" non meno della realtà vissuta che influenza ogni giorno il come sono, il come divento, il come mi relaziono con il mondo.

tittidiruolo ha detto...

il cervello rielabora le nostre necessità e i nostri tormenti...oppure l'inconscio prepotentemente interviene e si presenta nel sogno...oppure collusione fra cervello ed inconscio...
Boh! so di sognare ogni volta che dormo, talvolta mi sembra anche di parlare, talvolta confondo sogno e realtà nei primi attimi del risveglio, non sempre ricordo i sogni... però li ritengo importanti, fosse solo perchè mi appartengono... :)

teoderica ha detto...

...sul sogno non ancora tutto si è scoperto, io non ci riesco più, ma c'è stato un tempo che qualche volta sono riuscita a sognare quello che volevo, es: la favola di Cenerentola dove ero io la protagonista e avevo scelto ciò prima di addormentarmi, un' altra volta decisi di sognare un viaggio in Usa e ci riuscii...ora non mi capita più e faccio sogni che rispecchiano il vissuto del giorno, in modo archetipo ma di facile interpretazione ...e poi forse il cervello va a pescare anche in zone sconosciute allo stato di veglia.

Francesco Zaffuto ha detto...

Quello che mi meraviglia è la costruzione del paesaggio nel sogno, una sorta di non luogo.

ereticanelcuore ha detto...

Io adoro sognare! Vado a letto ogni notte felice e contenta perchè so che visiterò luoghi incantevoli, vivrò emozioni intense e non improbabilmente sognerò di volare su paesaggi mozzafiato (questo mi accade da quando ero bambina). ma la cosa che amo di più dei sogni è che io li vivo "coscientemente"; non so come spiegarti...ma io nel sogno so che sto sognando, lo dico anche, e talvolta cambio il sogno secondo il mio volere, lo piloto. Dai sogni ho sempre imparato moltissimo. A vivere la "veglia" con più trasporto e intensità, ad esempio. Mica cotiche!

Carolina Venturini ha detto...

I sogni sono uno delgi aspetti più importanti di me stessa. Quando non sogno o quando non riesco a ricordarmi i sogni che faccio di notte mi faccio sempre delle domande.

Mirtilla ha detto...

Io ho un bellissimo rapporto con i miei sogni...soprattutto da quando ho imparato a lavorarci su. E oltretutto ho notato che nei periodi di serenità non li ricordo, poi al primo scoglio che mi si presenta ecco che i sogni ritornano!! Ormai ho capito che è il mio modo di parlare con me stessa, quando i conti non tornano o non voglio farli tornare ci pena un bel sogno a dirmi come stanno le cose!! :-D

rom ha detto...

Ricordo una domanda fatta a bambini di diverse età: dove stanno i sogni? I più piccoli rispondono: nella stanza dove dormo. I più grandicelli: nella stanza dove dormo e nella mia testa. Da una certa età in poi: nella mia testa.

In una nota alla Interpretazione dei sogni Freud dice che i sogni ben riusciti sono quelli che non si ricordano al mattino. Quindi, il fatto di ricordarli sarebbe come un passare la mano, da parte della psiche sognatrice, alla coscienza e alla vita da svegli - hei! qui c'è un problema che non riesco a risolvere, qui c'è un problema che chiede il tuo intervento da sveglio, l'intervento delle capacità del tuo Io.

Possiamo pensare che se un bambino piccolo che sta dormendo in braccio alla madre ha un qualche problema, lo passi, lo comunichi in qualche modo alla madre, che sensibilmente capisce, avverte che il suo piccolo ha qualcosa che non va.
Possiamo anche pensare che lo stesso ci accada molto più spesso di quanto pensiamo: portiamo in noi e con noi in mezzo agli altri lo stato d'animo che chissà quale sogno non è riuscito a risolvere, e gli altri, consapevolmente o meno, sentono, se ne accorgono - i più sensibili fanno come la madre, rispondono, in qualche modo avvertono ed emotivamente rispondono, permettono una qualche soluzione del problema che da soli non siamo riusciti a risolvere, anche se non ne sappiamo consapevolmente niente.
Ricordare un sogno ci comporta impegno affettivo e cognitivo: ci pensiamo, ricordiamo-riproviamo lo stato d'animo che avevamo nel sogno, avvertiamo con precisione l'importanza della comunicazione, a volte della domanda che quel sogno ci pone.

Potremmo azzardare un pensiero: se abbiamo avuto chi ci ha dato risposte, istintive prima che cognitive, ai nostri sogni, possiamo accogliere con la coscienza, con il nostro Io, i nostri sogni irrisolti, capirne intuitivamente il messaggio, oltre che comunicarli, a parole e non, a chi ci sta intorno. Se no, non ci resta che sperare nella risposta di qualcuno nel corso della giornata, qualcuno che sappia rispondere con il suo esserci sognante, prima che con le sue parole.
Realtà del sonno e del sogno e realtà di veglia non sono poi così separate come generalmente si pensa. Anche se c'è chi non ricorda i propri sogni, molto della sua vita di veglia racconta i suoi sogni.

Vitamina ha detto...

Sono tornata a leggere : anche i commenti sono bellissimi, mi sento in sintonia con tutti.

Anonimo ha detto...

io ho sognato dicamminare su un muro aperto ai lati e piangevo avevo paura e mia madre mi affera mi abbraccia e mi dice d nn aver paura poi mi sn ritrovata a parlare kn il mio ragazzo ma nel sogno io nn lo konoscevo ma lui si e mi diceva ke era innamorato d una sua ex e io gli dicevo innamorato qnt lo sei d me?? e lui mi diceva no noi ci stiamo konoscendo ankora ma era triste in faccia. cosa puo signifikare ho paura ke mi dv succedere qualkosa e perdo la memoria aiutatemi a capire grazie mille

giorgio giorgi ha detto...

Non è possibile interpretare seriamente i sogni senza conoscere la persona che li ha ricordati.
Bisogna che lei vada a fare un colloquio con uno psicoterapeuta esperto nel lavoro sui sogni.

Anonimo ha detto...

È vero. Quando la tristezza mi invade, faccio sempre sogni bellissimi. Durante il giorno cerco di farli rivivere ma c'è sempre qualcuno ke rovina i bei momenti