domenica 27 aprile 2014

passato, presente e futuro

A volte sprechiamo energie pensando troppo al futuro, cercando di prevederlo o di controllarlo. Passiamo il tempo chiedendoci cosa sarà meglio fare per noi in futuro, preoccupati perché non sappiamo se saremo in grado di affrontare i problemi, le scelte, le decisioni di domani.
E non ci rendiamo conto che questi pensieri ci sottraggono energie, ci distolgono dal concentrare tutte le nostre energie sugli impegni di oggi, su ciò che dobbiamo fare oggi. Così rimaniamo indietro rispetto agli altri e ci consumiamo, ponendo a noi stessi domande cui non possiamo dare una risposta certa, perché oggi è oggi e non è domani.

Altre volte ci dimentichiamo del passato, di ciò che eravamo e di cosa siamo diventati ora. Sprechiamo le nostre energie colpevolizzandoci perché abbiamo perso tempo, perché abbiamo fatto scelte che ora non rifaremmo, ma oggi è oggi e ieri era ieri: come è possibile che ieri avessimo la stessa consapevolezza che abbiamo oggi? Che colpa abbiamo di essere stati esattamente quello che eravamo? Ogni giorno si impara qualcosa e si cresce, e questi pensieri negativi ci distolgono da ciò che la vita ci chiede di fare e imparare oggi.

Altre volte ci rinchiudiamo completamente nel presente, come se non ci fosse una storia alle nostre spalle, come se non avessimo vissuto un passato, come se il passato non ci potesse insegnare niente, come se non avessimo imparato nulla dalla vita che abbiamo vissuto, nemmeno dai nostri errori. E temiamo il futuro, abbiamo paura di continuare il percorso della nostra vita, ci blocchiamo nel presente che diventa una palude dove piano piano sprofondiamo nella ripetitività, nell'inedia, nella noia.

Per tenere insieme creativamente passato, presente e futuro bisogna accettare i propri limiti, abbandonare ideali troppo elevati, avere consapevolezza della situazione in cui siamo e partire da lì, realisticamente, utilizzando tutte le energie che abbiamo a disposizione per fare ciò che la vita ci chiede oggi di fare. Bisogna ascoltare le nostre necessità e i nostri limiti: è inutile chiedere a noi stessi sforzi che non siamo in grado di fare. Le energie fisiche e psichiche non sono illimitate e dopo averle spese tutte bisogna ricostituirle, facendo qualcosa che ci faccia star bene, ci allieti, ci diverta, ci nutra, per acquisire nuove energie da reinvestire nelle fatiche quotidiane. E' inutile faticare e poi flagellarsi perché non si è fatto abbastanza rispetto alle proprie aspettative.
Bisogna essere onesti con se stessi: quando si è stanchi, si è stanchi; inutile pretendere ancora qualcosa da noi stessi: si rischia di peggiorare la situazione, di perdere tempo senza risultati concreti, aumentando la nostra stanchezza e frustrazione.
La vita non è solo fatica né solo leggerezza. Sta a noi cercare di dosare, di integrare con sapienza i due ingredienti, per dare sempre il meglio di noi, cioè per fare tutto ciò che ci è realmente possibile fare in ogni momento della nostra vita, tenendo conto anche del contesto in cui viviamo, per il bene nostro e per quello degli altri. 

5 commenti:

Olgica T ha detto...

Consigli utilissimi che se seguiti migliorano la vita.
Lo condivido nel mio blog,grazie.

alessandra ha detto...

stavo accingendomi a scrivere un post e per caso ho letto questo tuo ricco e straripante di risposte come se stamattina mi avessi letto nel pensiero.

Grazie "Poesia della Psiche" un lumicino che illumina la via e aiuta a non perdersi o cadere.

Anna ha detto...

Io ogni giorno cerco di ritagliarmi un piccolo spazio per me, per fare quello che mi piace. Vado a camminare e questo mi ricarica. Quando gli impegni non me lo permettono, per qualche giorno resisto, ma dopo inizio a sentirmi stanca e nervosa.

Frida ha detto...

Io rimurgino sul passato, ho paura del futuro e questo presente lo vivo con inquietudine...per fortuna che la mia passione mi fà sentire viva!

Vania ha detto...

...ottimi "semi primaverili";)

..grazie:)

ciaoo Vania:)