sabato 23 marzo 2013

il nostro muro

Immaginate che, mentre state camminando, vi trovate di fronte un muro alto tre metri e lungo cento. 
Se avete 50 anni, immaginate di trovarvi proprio a metà della lunghezza del muro, se siete più giovani immaginate di essere un po' più a sinistra della metà e se avete passato i 50, immaginate di trovarvi più a destra della metà.
Bene, siete di fronte al muro, e vedete che tutta la parte del muro che sta alla vostra sinistra è stata piastrellata nel tempo con piastrelle tutte diverse tra loro, alcune brutte, altre belle, alcune scolorite, altre con colori brillanti. Ci sono zone del muro che non vi piacciono, altre che vi colpiscono per la loro bellezza. Ci sono piastrelle che cambiereste, altre che invece apprezzate molto. Ma nell'insieme il muro è fatto così: un po' bello e un po' brutto.
Adesso guardate di fronte a voi e alla vostra destra e vedete che lì il muro è completamente grezzo, non c'è stata ancora messa nessuna piastrella, è tutto da ricoprire.
E voi siete lì, davanti al vostro muro, che rappresenta la vostra vita, a sinistra quella già vissuta nel bene e nel male, e davanti a voi e a destra quella ancora da vivere, quella che potete riempire ancora di contenuti nuovi. 
Allora, cosa conviene fare? 
Trascorrere il proprio tempo a guardare a sinistra il muro già piastrellato, lamentandosi per i pezzi che non vi piacciono ma che non si possono più togliere, oppure è meglio prendere in considerazione il muro ancora grezzo che c'è davanti a voi e alla vostra destra, chiedervi come vi piacerebbe piastrellarlo e cercare di procurarvi il materiale idoneo per fare un bel lavoro? 


16 commenti:

Vitamina ha detto...

Ci voglio dipingere un giardino , nel mio!

Anna ha detto...

Ho sempre rimuginato sul passato. D'ora in avanti intento seguire la seconda strada.

dtdc ha detto...

un graffito, di quelli metropolitani, pop e un pò folle, coloratissimo, questo ci vorrei mettere nel muro grezzo.
ciao!

Cinzia ha detto...

Ma che immagine stupenda Giorgio!!!! Me la voglio portare con me, ogni giorno. Un aiuto concreto questo tuo post. E così bello!
Grazie Giorgio, buon fine settimana, ti penserò spesso.
Cinzia

Anonimo ha detto...

Scalarlo. E saltare al di là. Un muro, per quanto bello sia, è sempre un ostacolo. Nessun riferimento a gesti estremi; è che, immaginando il muro, mi è impossibile non pensare di voler andare oltre.

eretica (appunto...)

teoderica ha detto...

Sto con Anonima, non mi piacciono i muri,li odio con tutta me stessa, ho piastrellato il mio con fiori, frutti, profumi, incensi, stupori e meraviglie era bello, anche le piastrelle brutte e rabberciate le avevo sistemate ed erano più belle delle altre, il mio lavoro d'artista si basa sul recupero delle cose gettate per ridarvi vita, sempre ho voluto negare la morte e la fine, rinchiusa nel mio muro gridavo agli altri di andare incontro alla libertà, non rendendomi conto che ero io quella prigioniera, aiutavo gli altri, aspettando un aiuto per me, è arrivato l'aiuto, ma io quel maledetto muro non riesco a demolirlo del tutto.

curlydevil ha detto...

Vorrei piastrellarlo con tante minuscole tessere di mosaico, senza grossi sforzi nemmeno di immaginazione, perché ogni tessera anche se dovesse essere l'ultima possa dare un qualche senso al disegno.

Cicabuma ha detto...

Be si, un muro è sempre un muro... Ma la vita stessa è un muro, una gabbia, una prigione per l'anima. Accettiamo questa immagine e andiamo avanti.
Come farei il muro alla mia destra?
Ogni giorno ci metterei una piastrella diversa, a seconda di quello che voglio essere e che voglio fare... ma so che alla fine sarà in maggioranza coperto da piastrelle grigioline, perché tra il dire e il fare c'è di mezzo la responsabilità di una famiglia, la patologica penuria di soldi e il bisogno di far quadrare i conti in un modo o nell'altro. So bene che sarebbe bellissimo vivere di Amore e di fantasia, ma Amore e fantasia non riempiono lo stomaco mio, e soprattutto quello dei miei figli!!!!
La realtà alle volte cozza con la fantasia e il desiderio!!!
Un abbraccio
Francesca

Vilma Bellucci ha detto...

Per molto tempo ho pianto davanti a quel muro piastrellato di vari colori. Non ero più una persona, una donna...
Poi, non so quale sia stata la spinta fondamentale, forse le mie figlie... ma ho deciso di dover lottare. Perchè come spieghi qui tu, per piastrellare il muro grezzo bisogna cercare il materiale, bisogna aprire la finestra e respirare... ed io l'ho fatto.
Le piastrelle che sono già state messe in passato, non si possono cambiare.
Buona serata

alessandra ha detto...

WoW!!!
E' bello e significativo il tuo post ma anche i commenti che seguono.

Quante personalità distinte emergono e quante visioni diverse del mondo e della vita!

Mi avvicino all'Anonimo, nel senso che ho pensato: se mi trovo davanti una montagna, cerco di scalarla, cosa ci sarà oltre?
Poi Cicabuma è incredibile nella sua giusta razionalità.
Io faccio voli con la mia arte di pittrice, però non potrei fare a meno di alzarmi il mattino presto per fare il pane(è il mio lavoro), quindi per me:-pane, amore e fantasia-

In ogni caso molte piastrelle o pezzi del mosaico che compone la nostra esistenza, dobbiamo mettercelo noi, altrimenti la nostra parte esistenziale prosegue grigia con il cemento, quindi pesante.

carmen ha detto...

Bella l'immagine del muro e anche quella del mosaico: tante tessere, tante esperienze. Mi piacerebbe completare il mio muro con tante tessere colorate, piccole, diverse

roberto maestri ha detto...

Guardo il muro grezzo e cerco di immaginare come potrei piastrellarlo, in modo nuovo ma coerente con ciò che già c'è. Ma mi prende anche un'altra tentazione: praticare un foro nel muro per vedere attraverso...

Anna ha detto...

Ieri ero triste perché stavo pensando a momenti bui della mia vita. Mi è passata per la mente l'immagine del muro e la mia giornata ha svoltato. Grazie.

Sandra M. ha detto...

Gran bella immagine. Sto cercando colori per dipingere il resto del muro. Non sempre si trova tutto ciò che si vorrebbe ma si fa il possibile.

Sandra M. ha detto...

Mi son dimenticata: un po' però mi angoscia questa storia del muro...mi piacerebbe anche una scala per salire in cima...chissà che vuol dire.

Anonimo ha detto...

Ehi un attimo...adesso lo psyco non mi verrà a dire che voler oltrepassare il muro senza prima piastrellarlo significa non volersi prendere la responsabilità di costruire la propria vita, il proprio futuro? Lo sapevo che c'era una trappola...SGRUNT!!!

Eretica