giovedì 28 febbraio 2013

maschile e femminile tra conflittualità e integrazione

Sabato 16 marzo alle ore 17 a Modena, presso il Centro Culturale Alberione in via 3 Febbraio 1831 n° 7, la dott. Maria Luisa Agostaro ed io terremo un incontro pubblico gratuito e aperto a tutti sul tema:
Maschile e femminile tra conflittualità e integrazione.

Sebbene la definizione di maschile e femminile sia controversa, non vi è dubbio che esse siano due modalità diverse di esistere, sia fisicamente che psicologicamente, che possono essere in conflitto o in armonia tra di loro.
Credo che superare gli stereotipi di genere e raggiungere una migliore conoscenza del proprio maschile e femminile permetta un maggior equilibrio personale e la possibilità di creare buone relazioni con gli altri.
L'esistenza di un altro genere, diverso dal nostro, ci obbliga a confrontarci col diverso, offrendoci la possibilità di arricchirci ma generando altresì timori e paure. La coppia può essere un luogo dove avviene un processo di reciproca trasformazione ed evoluzione, ma anche la sede di rinunce eccessive, di prevaricazione dell'altro e di conflitti per il potere.
Per realizzare coppie felici, credo che sia importante che l'uomo abbia un rapporto positivo con la parte femminile della propria personalità, così come la donna con la propria parte maschile.
Una buona integrazione tra sessualità e tenerezza, tra razionalità e sentimento, tra attività e passività si può realizzare anche all'interno di ciascuno di noi, indipendentemente dal fatto di essere maschi o femmine.

4 commenti:

Cinzia ha detto...

Io ho avuto grandi problemi e sofferenze a causa di questo conflitto. Ora che sono riuscita a fare ordine... mi sento serena e rilassata.

Auguri per il seminario e buona giornata
Cinzia

Anonimo ha detto...

Sembra molto interessante...e sarò in zona in quei giorni. Mi sa che ne approfitto, dottore!

ereticanelcuore

teoderica ha detto...

Molto interessante, peccato abitare lontano.

alessandra ha detto...

Giustamente, prendere innanzitutto coscienza di noi stessi, aprirci e non chiuderci come ricci alle diversità di pensiero, accogliere e non allontanare per paura, comprendere che ci sono delle diversità di fondo fra l'essere donna e uomo, tipo il funzionamento dei due emisferi celebrali, ma che queste diversità sono complementari e servono per formare l'intero in questa frazione che è la nostra vita.