martedì 19 febbraio 2013

l'integrazione di maschile e femminile

L'albero della vita - G.Klimt (1905-1909)
La società in cui viviamo e la cultura che ne è l'espressione condizionano inevitabilmente il nostro modo di pensare e di sentire, anche su questioni personali e soggettive come l'identità di genere.
L'immaginario collettivo, orientato principalmente da spettacoli televisivi e messaggi pubblicitari, offre spesso immagini stereotipate del maschile e del femminile.
Le donne denunciano il ruolo loro attribuito, subalterno e centrato soprattutto sulla bellezza esteriore, rivendicando pari dignità e pari opportunità.
I maschi sembrano dividersi tra coloro che continuano a recitare la parte dell'uomo forte, coloro che sono disorientati dalla mancanza di un modello di maschile nuovo cui fare riferimento e i più giovani che spesso vivono con un sottofondo di insicurezza il modo più aggressivo di comportarsi delle giovani donne.
Maschile e femminile sono attualmente al centro di un processo di ridefinizione delle identità di genere, tra la nostalgia di chi lamenta che non ci sono più gli uomini o le donne di una volta e chi vede con favore l'attuale fase di cambiamento dei vecchi ruoli rigidi e predefiniti, per cui, ad esempio, molte donne oggi prendono l'iniziativa nel corteggiamento e nelle richieste di incontri a sfondo erotico in modo esplicito, mentre alcuni genitori maschi si comportano da mammi con i figli.
Di fronte a questo quadro dinamico e poco definito, può essere importante chiedersi se esiste davvero una specificità del femminile e una del maschile che si manifesti, oltre che nelle ovvie diversità fisiche, anche a livello psicologico, se cioè essere maschio o femmina comporti un modo diverso di sentire e vivere le cose della vita.
Rispondere a questa domanda mi sembra importante perché una buona relazione, un buon rapporto tra maschile e femminile, ha le sue radici anche nella consapevolezza delle diversità in vista di una loro reciproca accettazione per giungere ad una reale integrazione creativa tra i due sessi invece che ad un conflitto che porta sterilità e malessere ad entrambi. Maschi e femmine, da questo punto di vista, sono davvero insieme sulla stessa barca...
Io credo che ciascuno di noi abbia in sé, all'interno della propria personalità, caratteristiche che tradizionalmente vengono attribuite al maschile o al femminile, e che sia molto importante giungere ad una integrazione positiva di queste parti diverse dentro di noi, come una specie di conquista che può permettere un maggiore equilibrio personale, ma mi piacerebbe molto leggere le vostre opinioni su questo argomento che mi sembra fondamentale per la vita di ciascuno di noi.
  

5 commenti:

teoderica ha detto...

Sinceramente non so niente, non so proprio cosa possa andare bene oggi, è una fase di contaminazione, di scelta di nuovi modelli, di vecchio ancora esistente un...gran casino.
Scusate la parola ma quando occorre secondo me ci sta bene :)

Anna ha detto...

L'uomo e la donna amano in maniera differente?

Pierluigi ha detto...

L'uomo e la donna amano veramente?

curlydevil ha detto...

Io credo che per star bene con l'altro si debba prima di tutto accettare la propria complessità, e in questo rientrano appunto le caratterisctiche più maschili o femminili che possiamo avere.
Io sto imparando a sentirmi bene sia con la mia parte più dolce e accogliente, sia con quella più assertiva, a volte pugnace, che mi fa prendere l'iniziativa in molti settori.
Mi sento donna a modo mio, e non escludo che le carte possano essere ancora rimescolate in futuro.

Vitamina ha detto...

Pare che io sia una donna con una psiche abbastanza maschile, ma solo per certi aspetti, mentre mio marito ha molte caratteristiche femminili. Per quanto riguarda le coppie credo che sia un gioco di incastri , punte e rientranze di uno che corrispondono o si adattano a punte e rientranze dell'altra. Ma forse ci sarebbe da ragionare su maschile e femminile a livello più alto, macroscopico, pare che la società , in tempi di sovrappopolazione del pianeta , reagisca con una confusione dei sessi, per scoraggiare la procrezione... E' un'idea balzana?