giovedì 6 dicembre 2012

Open di Daniel Ezralow

Non amo particolarmente i balletti ma Open, l'ultimo spettacolo di Daniel Ezralow, che è stato organizzato al Teatro Pavarotti di Modena dalla sede locale della Gioventù Musicale Italiana, è davvero affascinante.
Pur trattandosi di danza moderna, la colonna sonora è classica: Bach, Beethoven, Chopin, Debussy, ecc. e la cosa straordinaria è che sembra musica scritta appositamente per il balletto. I movimenti dei ballerini e le coreografie si integrano perfettamente coi brani di musica classica scritti due secoli fa, provocando un effetto difficile da immaginare: il classico e il moderno insieme, integrati perfettamente: la modernità del classico.
Lo spettacolo è prevalentemente giocoso, per niente noioso, sempre vivo e vitale, allegro e pieno di fisicità atletica; rappresenta spesso la nostra realtà quotidiana ma sempre con tanta fantasia: uomini d'affari che corrono nevroticamente, grattacieli e autostrade che scorrono sullo sfondo, qualche momento di intimità sulle note di un Notturno di Chopin e molti momenti di pura comicità, a volte esilarante.
I colori sono vivaci, i ballerini spesso hanno costumi che rappresentano tutto lo spettro dei colori, tipo arcobaleno o bandiera della pace.
Il balletto è costituito da una quindicina di siparietti che si susseguono senza interruzione per circa un'ora e mezza, lasciando il pubblico stupito e in attesa del successivo.
Lo definirei un balletto psicosomatico, perchè le coreografie rappresentano spesso tematiche psicologiche e  acquistano un valore simbolico, trasmettendo emozioni che fanno anche pensare: questo spettacolo è, a mio parere, un perfetto esempio di come il corpo possa esprimersi con lo stesso linguaggio della psiche, di come il corpo sia tutt'uno con la psiche. 
Una signora che era nel palco con me si lamentava che il marito, refrattario ai balletti, non aveva voluto venire; sono convinto che se fosse venuto, avrebbe apprezzato lo spettacolo pure lui.

A Milano, Teatro degli Arcimboldi, 18-20 gennaio 2013;
A Torino, Teatro Colosseo, 30 gennaio 2013;
A Roma, Auditorium Conciliazione, 1-2 marzo 2013. 

5 commenti:

teoderica ha detto...

La descrizione è ottima e lo spettacolo lo sarà senzaltro.
:)

nella ha detto...

Ho avuto la fortuna di averlo come coreografo per due balletti , di cui uno è rappresentato dalla piccola icona di google...
Lavorare con lui è fantastico, tutto è semplice e l'arte contemporanea che esprime è unica.
Ricordiamoci che viene dai Momix, forse i rappresentatni più nobili e "mobili" dell'arte moderna.
Ho visto " Open" come quasi tutti i suoi lavori...da restare senza fiato!

alessandra ha detto...

Mia figlia che dallo studio della danza classica è passata alla danza moderna mi ha dato la possibilità di assistere a saggi meravigliosi di danza moderna accompagnati da orchestre che suonano musiche classiche.Venerdì 25 2 sabato 26 gennaio andrò a vedere "Alchemy" momix dance company (U.S.A.) con le coreografie di Moses Pendleton.

L'immaginazione del grande coreografo e regista americano si confronta con l'intrigante sfida di combinare i quattro elementi della terra-terra-fuoco,aria e acqua-in un continuo gioco di vera e propria illusione teatrale.
Il tutto nel Teatro comunale di Vicenza.

Onlypatty ha detto...

Bello, lo descrivi davvero in modo invogliante, grazie per la segnalazione. Tanta gente è prevenuta nei confronti della danza, ma trovo che abbinata alla musica giusta sia un mezzo espressivo eccezionale, e di grande suggestione.
Ciao

Anonimo ha detto...

Appena stata a vederlo! Davvero meraviglioso e adatto a tutti