sabato 6 ottobre 2012

fare la pace con noi stessi

La nostra vita scorre tra due sentimenti opposti: l'impotenza e l'onnipotenza.
A volte uno dei due ci possiede e ci ritroviamo a pensare o che non riusciamo a fare nulla di buono o che possiamo compiere imprese impossibili.
Spesso questi due opposti stati d'animo si susseguono a breve distanza di tempo: ci sentiamo onnipotenti e quindi ci avventuriamo in progetti che poi non riusciamo a portare a compimento, dopodichè il nostro umore vira verso il nero della depressione, della svalorizzazione di sè, della perdita totale di autostima.
Ovviamente nessuno è davvero nè impotente, nè onnipotente.
Si tratta semplicemente di conoscere sufficientemente bene le nostre forze e le nostre capacità, per percorrere quei sentieri della vita che sono alla nostra portata: sarebbe assurdo che in montagna un escursionista non troppo esperto si avventurasse in ferrate e arrampicate difficili e pericolose.
La domanda è: perchè non ci andiamo bene così come siamo? Perchè non ci amiamo per ciò che siamo veramente? Per ciò che sentiamo, con le paure che abbiamo, con i limiti che abbiamo? Perchè dobbiamo sempre dimostrarci di essere migliori di ciò che siamo?
La risposta spesso è che non siamo stati apprezzati a sufficienza da un genitore o da tutti e due e, senza rendercene conto, passiamo la vita a cercare di essere sempre più bravi per cercare di ottenere dai genitori o dagli altri quell'approvazione, quell'apprezzamento che ci è mancato quando eravamo più piccoli e del quale soffriamo ancora la mancanza.
E' una specie di condanna che ci portiamo dentro e che non ha mai fine.
Fare la pace con noi stessi, accettarci per ciò che siamo veramente, è il frutto di una presa di posizione interiore affettiva ed emotiva, di un cambiamento di rotta, del riconoscimento che nessuno, nemmeno i nostri genitori, ha il diritto di dirci come dobbiamo essere nè di stare male e farci sentire in colpa se non siamo o non facciamo quello che loro ritengono giusto e buono per noi.
Il chè significa rivendicare a noi stessi il nostro diritto ad esistere in base a ciò che sentiamo e crediamo vero: un'assunzione di responsabilità verso noi stessi che fa la differenza tra il bambino dipendente dai genitori e l'adulto libero e autonomo.  

13 commenti:

Cinzia ha detto...

È proprio una fatica senza fine... e nel mio caso, nonostante la consapevolezza e tutto il lavoro fatto e che continuo a fare...(comunque anche con buoni risultati), quella sensazione di inadeguatezza resta come una triste melodia in sottofondo.

Buon fine settimana
Cinzia

Antonella ha detto...

Ciao Giorgio, torno dopo un lungo periodo di assenza, torno anche dietro invito di Cinzia che leggendo il mio post di oggi ha fatto un collegamento con il tuo. Mi ero tenuta un po' lontana perchè stavo facendo un mio piccolo percorso e non volevo interferire con me stessa.
Accettarsi per come si è. Secondo me , o meglio per me è un lavoro infinito, quando dopo fatica accetto me stessa e mi metto in pace, succede qualche cosa che va a toccare un'altra piccola sfumatura e rimette tanto, a volte troppo, in discussione, e si ricomincia da capo. Sono consapevole di essermi accettata al di là delle aspettative che gli altri avevano in me, al di là delle aspettative che IO avevo in me e a livello generale sono una persona " che va d'accordo con sè stessa" sono i piccoli dettagli
che ogni tanto mi fanno rimettere tutto in discussione. Ma, in realtà, questo non mi fa soffrire, io amo rimettere sempre tutto in discussione.
Ciao, a presto.
Antonella

Paolo Falconi ha detto...

E' molto positivo il messaggio che lanci e che condivido in pieno.

Lorenzo ha detto...

In realtà il tuo post non ha bisogno di commento. Le cose stanno esattamente così. Mi ci riconosco in pieno.

teoderica ha detto...

...ma esistono persone libere ed autonome?

carmen ha detto...

Grazie per avermi fatto conoscere il suo blog, veramente molto interessante!
Quanto sarebbe bello far pace con se stessi!
Quando mi sembra di esserci riuscita , succede qualcosa che mi fa sentire di nuovo rifiutata perché inadeguata. Razionalmente mi rincuoro, cerco di volermi bene, mi elenco le cose positive che ho fatto, ma la salita deve di nuovo ricominciare. Mi sembra di essere stata apprezzata da piccola, ma forse era perché mi adeguavo ai desideri dei miei genitori, e qual è il confine tra il dovere di educare i figli e la manipolazione?

ivana ha detto...

Tutto vero Giorgio
più leggevo e più mi ci ritrovavo ,anche riuscendo a fare pace con me stessa ,quel senso di inadeguatezza rispunta sempre ...
Ciao .

Anonimo ha detto...

io litigo con me dalla mattina alla sera, ho una guerra dentro che mi servono le bombe a mano ( magari vino rosso), per vincermi...
Michiamodame

Anna ha detto...

Io finalmente ho fatto pace con me stessa ed ora spero di diventare un adulto LIBERO ed AUTONOMO.

marina ha detto...

inadeguata a vita. Non credo più che l'amore vada meritato, l'amore è gratis e le ragioni dell'essere o non essere amati sono imperscrutabili, ma tra quello che credo e quello che continuo a sentire....

Anna ha detto...

Tutto quello che ha detto è vero. Però io ho fatto il vuoto intorno a me.

Anonimo ha detto...

In casa mia mio fratello viene trattato come il principe azzurro ed io come cenerentola.

giorgio giorgi ha detto...

Se suo fratello è il principe azzurro, cominci a pensare di essere la principessa rosa e a trattarsi sempre di conseguenza, perchè è giusto che sia così.