lunedì 22 ottobre 2012

amore e potere




Se qualcuno mi chiedesse qual'è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perchè, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo invece che gli risponderei: il potere.

Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro.

L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria.

Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro.

L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia.
Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio.

Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso.



La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore.
Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante.
Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.

Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta.
Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo.

Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale.   

11 commenti:

alessandra ha detto...

E' molto importante l'amore che sa donarsi e aprirsi all'altro desiderandone solo il bene, sarebbe un sentimento completo vero.

Pierluigi ha detto...

Credo d’aver già scritto nelle mie note che l’amore somiglia assai a una tortura o a un’operazione chirurgica. Ma questa idea può essere sviluppata nella maniera più amara. Quand’anche i due amanti fossero invaghiti e gravidi al massimo di desideri reciproci, uno dei due sarà sempre più calmo o meno posseduto dell’altro. Quello, o quella, è il chirurgo, o il boia; l’altro, è il sottomesso, la vittima. Non sentite quei sospiri, preludi d’una tragedia del disonore, quei gemiti, quelle grida, quei rantoli? Chi non li ha proferiti, chi non li ha irresistibilmente estorti? E che trovate voi di peggio nella domanda posta da aguzzini accurati? Quegli occhi di sonnambulo rivoltati, quelle membra in cui i muscoli sprizzano e si irrigidiscono come sotto l’effetto d’una pila galvanica, l’ebbrezza, il delirio, l’oppio, nelle loro reazioni più furiose, non ve ne daranno certo esempi così orribili, così curiosi. E il volto umano, che Ovidio riteneva creato per riflettere gli astri, ecco che non parla più che un’espressione di folle ferocia, o si rilassa in una specie di morte. Giacché, di certo, io crederei di fare un sacrilegio applicando la parola estasi a questa specie di decomposizione.
- Gioco spaventoso dove occorre che uno dei giocatori perda il controllo di se stesso!
Una volta fu chiesto me presente in cosa consistesse il più grande piacere dell’amore. Qualcuno rispose con naturalezza: nel ricevere, - e un altro: nel donarsi. – Quello dice: piacere d’orgoglio! – e quell’altro: voluttà d’umiltà! Tutti quegli sconci parlavano come l’Imitatio Christi. – Infine si trovò uno spudorato utopista che affermò che il più grande piacere dell’amore era quello di formare dei cittadini per la patria.
Io dico: la voluttà unica e suprema dell’amore giace nella certezza di fare il male. – E l’uomo e la donna sanno sin dalla nascita che nel male si trova tutta la voluttà.

Charles Baudelaire - Diari intimi

zefirina ha detto...

Pierluigi decisamente pessimista questo scritto di Baudelaire, non concordo affatto con lui perchè essere così distruttivi

non si può possedere l'altro, questa è una grande verità, e per fortuna aggiungerei io, secondo me amare qualcuno significa renderlo e lasciarlo libero, si può star certi così che tornerà sempre

mia figlia che vive lontano ormai da 8 anni mi dice sempre che è potuta andare così lontano (ora è in america) perchè sa che qui c'è sempre un posto per lei, che è libera di andare e tornare, io mi sono sentita felice di essere riuscita a trasmetterle questo: un amore non colpevolizzante nè soffocante e la certezza che avrà sempre un posto nel mio cuore

teoderica ha detto...

Mi è piaciuto veramente tanto, che tu abbia detto che il contrario dell'amore sia il potere, sono perfettamente d'accordo.
In accordo non sono sull'incapacità d'amare, che derivi da ferite infantili, dalla mancanza d'amore nei primi anni di vita.
Per me, per mia esperienza non è vero, nella mia infanzia non sono stata amata, ma ho trovato l'insegnamento dell'amore nella natura e nei libri.

alana87 ha detto...

Sono perfettamente d'accordo...è un gioco di equilibri, in fondo. I piatti della bilancia si mantengono sullo stesso livello se i pesi sono gli stessi.

Aggiungo, però, che l'altruismo sta almeno nel tentare di dare amore e, passami il termine, "educare" all'amore una persona che ancora non conosce bene questo mondo. Tutto ciò, ovviamente, nei limiti accettabili...portarsi all'autodistruzione per insegnare l'amore a qualcuno potrebbe, a lungo andare, svuotare di una naturale capacità di voler bene. Insomma, potrebbe essere un trauma.

Ovviamente sono le mie considerazioni ed opinioni personali!

giorgio giorgi ha detto...

@teoderica: tu l'hai trovato lì, ma tanti non amati non ci riescono proprio. Siamo tutti diversi e reagiamo diversamente agli stimoli, in base alle caratteristiche della nostra personalità. Sono contento che tu ci sia riuscita.

@alana87: condivido in pieno ciò che dici nella seconda parte: l'hai detto con amore, quindi in modo perfetto.

filo ha detto...

Ci sono genitori che esercitano sui figli una forma malsana d'amore che assomiglia assai di più al potere. Mi chiedo se sotto la maschera di durezza e analfabetismo affettivo si nasconda una educazione repressiva che impone di nascondere i sentimenti o una vera incapacità di amare.
Grazie per le belle riflessioni che leggo qui.

nellabrezza ha detto...

hai strappato un velo. ma era appunto solo un velo trasparente.
comunque bellissime le tue considerazioni, le trovo anche molto giuste.
si può provare, tentare di insegnare l'amore a chi non lo conosce, ma poi bisogna vedere e constatare il limite massimo cui si può arrivare, per non annullarsi.
grazie, sempre. è anche questo tuo un tipo di amore, il tuo verso di noi, sconosciuti, seppure sempre conosciuta umanità.

derre ha detto...

secondo me invece il contrario dell' amore è l' indifferenza!

quando qualcuno a cui volevi bene ti va proprio in disgrazia, senza speranza, non te ne frega più niente, anche la voglia di vendetta ti sembra solo tempo perso.
Questa è la miglior prova che il sentimento non esiste più !
possiamo definire il contrario di qualcosa il suo non essere?
Senza dubbio!
Saluti

Anonimo ha detto...

D'accordo 100%!! Spesso le persone pensano di amare ma impongono le cose "perché sono giuste": hanno imparato male e non hanno sufficiente coscienza di se per mettere in discussione questi atteggiamenti. È un fatto molto diffuso: come si fa a farli non dico cambiare ma riflettere?

giorgio giorgi ha detto...

@anonimo: bisognerebbe far loro capire che l'amore è sempre l'amore per quella persona particolare, diversa da tutte le altre, quindi non si deve pensare a cosa è giusto in generale, ma a cosa serve a quella persona particolare, in quel particolare momento. Bisogna tenere conto di cosa dice quella persona particolare, quali esigenze sente e dice di avere, quali paure, quali rifiuti. Comunque, in generale, non si può cambiare la testa delle persone: si può solo dire ciò che si pensa e si sente, offrire all'altro se stessi e lasciare libero l'altro di prendere o lasciare.