sabato 23 giugno 2012

parabola

Ché sempre di questo in definitiva si tratta, quando va bene: nascere, crescere, giocare, gioire e soffrire, essere figlio, diventare adolescente poi adulto, rapportarsi con gli altri, col coraggio e la paura, avere un lavoro, una casa, a volte diventare genitore, raggiungere il massimo delle energie fisiche, sopravvivere alle separazioni e ai lutti, iniziare impercettibilmente a declinare mentre si diventa sempre più esperti della vita, vivere l'autunno della vita e per ultimo preparare il commiato affrontando il mistero della morte.

9 commenti:

Massimo Caccia ha detto...

Il tutto detto con disarmante ed umana consapevole semplicità!
Buona giornata e buon fine settimana

Renata_ontanoverde ha detto...

Perché la vita è semplice, siamo noi a complicarla;)

Antonella ha detto...

Perchè E' questo, siamo noi che la riempiamo di sovrastrutture....invece il bello è che sarebbe così semplice e così umana. Ciao, buon fine settimana.
Antonella

Pierluigi ha detto...

La morte di un arcobaleno è un vuoto incolmabile.

teoderica ha detto...

...sì questo è ciò che ci hanno insegnato ed inculcato, perchè ci vogliono "regolari" ma è la sola via/vita?

Pierluigi ha detto...

Questo è ciò che ho imparato attraverso esperienza e sangue.
Magic and loss.

viola ha detto...

Vero, hai riassunto tutta la vita nella parabola là sopra. E poi ognuno di noi la infarcisce con ciò che ha e sa. Tra le infinite cose e persone che riempiono la nostra vita, bisognerebbe però capire che le cose veramente importanti sono quelle essenziali che tu hai citato.
Tutto il resto è "contorno".

alice ha detto...

aggiungerei: e lasciando nelle persone che abbiamo amato l'immagine, il ricordo, l'esempio di ciò che siamo stati. Io credo che in questo stia il desiderio della nostra immortalità.

Rossland ha detto...

Già.
"Solo" questo.
Ed è tutto ciò che ci ostiniamo a modificare: vogliamo bambini che si comportino da adulti e noi, adulti, ci comportiamo spesso come bambini dispettosi pretendendo dagli anziani che vivano come non avessero dirtto alla vecchiaia o alla morte.
Ci sentiamo intimamente "naturalisti" ma della natura selvaggia e perfetta che ci comanda non abbiamo alcun rispetto: vogliamo l'immortalità.

Coltiviamo illusioni come fossero pepite d'oro da conservare in cassaforte per tempi migliori
senza vedere mai, che il tempo migliore è sempre adesso, ora.