venerdì 2 dicembre 2011

la nostra vita e la Vita


Spesso ci dimentichiamo delle cose più semplici, creandoci un mondo di difficoltà  nel nostro vivere quotidiano, dimenticando, ad esempio, la profonda differenza che c'è tra la nostra vita e la Vita.

Noi non possiamo modificare la Vita in sé, ma possiamo tuttavia cercare di plasmare la nostra vita, cioè il nostro modo di stare al mondo, realizzando un risultato limitato, sì, ma concreto ed efficace negli effetti che può determinare sulle nostre relazioni quotidiane.
Noi possiamo cioè modificare la Vita soltanto attraverso la nostra vita, non possiamo fare di più, ed è per questo che è sommamente importante prenderci cura anche di noi stessi.
La Vita è un contenitore che comprende tutto ciò che è umanamente possibile: dal bello più bello fino al brutto più brutto, dal sommamente giusto all'infinitamente ingiusto.
Opera di Francesco MUSANTE
Molto spesso la disperazione è il frutto della mancanza di sentimento vitale, della sensazione di non riuscire a fare abbastanza, nasce dall'impressione che il mondo sia dominato dal male.
Ma bene e male fanno parte della Vita: è sempre stato così e sarà sempre così; a noi il compito di fare la nostra parte, con impegno.  Io credo che il senso del vivere sia riassumibile proprio in questo: cercare di fare tutto ciò che possiamo per fare la nostra parte, nel miglior modo possibile, con tutte le energie che abbiamo a disposizione.  Se ci lasciamo abbattere dalle contrarietà, se diventiamo passivi, non potremo più contribuire al bene del mondo. E’ per questo che dobbiamo cercare di mantenere in buona forma il nostro corpo e la nostra anima.

L’insegnante che desidera il bene dei propri alunni, il medico o l’infermiere che desidera la guarigione dei propri malati, lo psicoterapeuta che fa il tifo per i propri pazienti,  sono tutte persone accumunate dalla forza di volontà che nasce dal sentimento. Anche nelle nostre relazioni quotidiane possiamo aiutare il prossimo solo se coltiviamo un sentimento di benevolenza, di empatia, di vicinanza umana con l'altro: aldilà del guadagno personale e della realizzazione certa di risultati soddisfacenti.
E' lo sforzo che conta, il provare a fare ciò che si sente buono e giusto, nel rispetto dell'altro e accettando il fatto che si può anche non riuscire nei propri intenti.

L'importante è cercare di essere quello che si è veramente e sentire che la responsabilità di ciò che accade è sulle spalle di tutti, non solo sulle nostre o solo su quelle degli altri.

8 commenti:

dandelion67 ha detto...

Cercando di comprendere le parole che mi giungono dal mio prossimo, mi accade sovente di non ritrovare le mie stesse convinzioni...se cerco di far vedere il buono del divenire quotidiano, mi viene detto che non debbo obbligare una persona a vedere il buono , dove il buono la persona stessa non vuole vedere..ecco il mio limite...
mi piace il confronto...poi, se non trovo riscontro positivo, torno nel mio giardino per un pò a ristorarmi...con il passare dei giorni mi riaffaccio e ci riprovo...
gli esempi che Lei ha riportato, sono ottimi se li si applica nel quotidiano...sono persone che hanno in sè il buono e lo utilizzano scegliendo la professione più idonea alle loro attitudini...
ma...tutto ciò che ci accade attorno nel quotidiano, interferisce con la nostra armonia e ci mette costantemente alla prova...
sta a noi reagire agli eventi con l'energia positiva acquisita nel tempo...
difficile a volte...ma anche sorprendentemente gratificante...
sereno week end Giorgio..
un sorriso..
dandelìon

la stanza in fondo agli occhi ha detto...

Hai ragione, bisogna riscoprire la dimensione del 'noi'. La responsabilità non sta solo sulle mie spalle o su quelle degli altri, bisogna imparare a lavorare insieme

Graziana ha detto...

Non puoi immaginare l' importanza di questo post, in questo momento per me molto particolare, critico, significatico ... Grazie

giorgio giorgi ha detto...

@graziana: non puoi immaginare quanto mi faccia piacere...

Graziana ha detto...

* significativo, scusate ...

gaz ha detto...

Concordo con te, è lo sforzo e l'impegno che conta, quasi più che il risultato.

Giuliana ha detto...

hai ragione, si cerca di fare quello che si può e non sempre si riesce a fare quello che si vorrebbe. Il problema è quando si poteva fare e non si è fatto...quando mia mamma ci ha lasciati non c'ero e non riesco a non pensarci perchè potevo esserci e non ci sono stata...vuoi perchè avevo una bimba piccola o perchè pensavo ci fosse tempo. La domenica mattina si è sentita male e sono corsa, pensando di andare anche il pomeriggio, ma poi sono rimasta con i piccolini e il marito. Il giorno dopo eravamo d'accordo con il dottore di vederci a casa di mamma e decidere il da farsi, ma il pomeriggio già non c'era più.

giorgio giorgi ha detto...

Non puoi permetterti di avere questo brutto pensiero fisso. Se io fossi stato tua madre ti avrei ampiamente perdonato e avrei desiderato che la tua vita scorresse felice, per te, per i tuoi figli e per tutti quelli che ti vogliono bene.